Note del tema

Parole chiave principali e trasversali 🌟

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Comfort di lettura

EMR 73.3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Andiamo. Devo perĂČ versare ancora sei anfore sulle verdure da poco nate».

«E Io ti aiuterĂČ».

«No. Tu sei un signore. Lo dice il tuo modo di fare».

«Sono un operaio, donna. E costui Ăš pescatore. Questi, giudei, sono di censo e d’impiego. Non Io».

Dettaglio

Una donna di Betlemme accoglie GesĂč nella sua casa.

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EMR 73.5

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

In veritĂ  devo dire che ebbri fummo tutti, anche io, allora adolescente, anche la moglie, di allora pochi anni
 perchĂ© credemmo tutti, e in una povera donna galilea volemmo vedere la Vergine partoriente di cui parlarono i Profeti. Ma se era con un rozzo galileo! Il marito certo. Se era moglie, come poteva esser la “Vergine”? Insomma, credemmo. Doni, adorazioni
 case aperte per ospitarli
 Oh! l’avevano saputa far bene la parte! Povera Anna! Ci ha rimesso i beni e la vita, e anche i figli di sua figlia, la prima, l’unica che si Ăš salvata perchĂ© sposata con un mercante di Gerusalemme, persero i beni, perchĂ© la casa fu arsa e tutto il podere segato per ordine d’Erode. Ora Ăš un campo incolto su cui pascolano gli armenti.

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Un abitante di Betlemme parla della NativitĂ  (Ăš ostile al Messia) e dice:

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EMR 73.6

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

La maledizione non ù permessa dal precetto d’amore. Maledizione attira maledizione.

Parole chiave

EMR 73.6

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Non potrebbe esser vero che i pastori e i maghi avessero detto il vero, loro rivelato da Dio? Perché voler credere che fossero mentitori?».

«PerchĂ© gli anni della profezia non erano compiuti. Dopo ci pensammo
 dopo che il sangue, che fece rosse le vasche e i rii, ci aperse gli occhi del pensiero».

«E non avrebbe potuto l’Altissimo, per eccesso d’amore verso il suo popolo, anticipare la venuta del Salvatore? Su che basarono i maghi la loro asserzione? Mi hai detto che venivano da Oriente ».

«Dai loro calcoli su una nuova stella».

«E non Ăš detto: “Una stella nascerĂ  da Giacobbe e una verga si alzerĂ  da Israele”? E Giacobbe non Ăš il grande patriarca e non ebbe sosta in questa terra di Betlem a lui cara come pupilla del suo occhio, perchĂ© ivi morĂŹ la sua diletta Rachele? E ancor non Ăš detto da bocca profetica: “Un germoglio spunterĂ  dalla radice di Jesse e un fiore verrĂ  da questa radice”? Isai, padre di Davide, qui nacque. Il germoglio sulla stirpe, segata alla radice da usurpazione di tiranni, non Ăš la “Vergine” che partorirĂ  il Figliolo, non avuto da uomo, chĂ© allora non piĂč vergine sarebbe, ma da volere divino, onde Egli sarĂ  “l’Emmanuele” perchĂ© Figlio di Dio, sarĂ  Dio e porterĂ  perciĂČ Dio fra il popolo di Dio come il suo nome dice? E non sarĂ  annunciato, dice la profezia, ai popoli delle tenebre, ossia ai pagani “da una gran luce”? E la stella vista dai maghi non potrebbe esser la stella di Giacobbe, la grande luce delle due profezie di Balaam e di Isaia? E lo stesso eccidio compiuto da Erode non rientra nelle profezie? “Un grido s’ù sentito nell’alto
 È Rachele che piange i suoi figli”. Era segnato che lacrime gemessero le ossa di Rachele nel suo sepolcro di Efrata quando, per il Salvatore, sarebbe venuta la ricompensa al popolo santo. Lacrime per poi mutarsi in celeste riso, come l’arcobaleno che Ăš fatto delle ultime gocce del temporale, ma dice: “Ecco, il sereno Ăš concesso”».

«Sei molto dotto. Sei rabbi?».

«Lo sono».

«E io lo sento. Vi Ăš luce e vero nelle tue parole. Ma perĂČ
 oh! troppe ferite sanguinano ancora in questa terra di Betlem per il vero o falso Messia
 Non consiglierei lo Stesso a venire mai qui. La terra lo respingerebbe come si respinge un figliastro per causa del quale morirono i figli veri. Ma già
 se era Lui
 Ăš morto con gli altri sgozzati».

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GesĂč parlĂČ della NativitĂ  a un abitante di Betlemme. Disse:

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EMR 73.6

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

E ancor non Ăš detto da bocca profetica: “Un germoglio spunterĂ  dalla radice di Jesse e un fiore verrĂ  da questa radice”? Isai, padre di Davide, qui nacque. Il germoglio sulla stirpe, segata alla radice da usurpazione di tiranni, non Ăš la “Vergine” che partorirĂ  il Figliolo, non avuto da uomo, chĂ© allora non piĂč vergine sarebbe, ma da volere divino, onde Egli sarĂ  “l’Emmanuele” perchĂ© Figlio di Dio, sarĂ  Dio e porterĂ  perciĂČ Dio fra il popolo di Dio come il suo nome dice?

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EMR 73.10

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Eppure
 Amici, qui la notte del 25, d’Encenie, dalla Vergine nacque GesĂč Cristo, l’Emmanuele, il Verbo di Dio fatto Carne per amore dell’uomo: Io che vi parlo. Anche allora, come ora, il mondo fu sordo alle voci del Cielo che parlavano ai cuori
 ed ha respinto la Madre
 e qui
 No, Giuda, non torcere con disgusto lo sguardo da quelle nottole svolazzanti, da quei ramarri, da quelle tele di ragno, non sollevare con schifo la tua bella veste ricamata perchĂ© non strusci sul suolo coperto degli escrementi animali. Quelle nottole sono le figlie delle figlie di quelle che furono i primi balocchi agitati sotto gli occhi del Bambino, per il quale gli angeli cantavano il “Gloria” udito dai pastori, non ebbri altro che di estatica gioia, di vera gioia. Quei ramarri, col loro smeraldo, furono i primi colori che colpirono la mia pupilla, i primi dopo il candore della veste e del materno volto. Quelle tele di ragno, i baldacchini della mia culla regale. Questo suolo
 oh! lo puoi calpestare senza sdegno
 È coperto di escrementi
 ma Ăš santificato dal piede di Lei, la Santa, la grande Santa, la Pura, l’Inviolata, la Puerpera deipara, Colei che partorĂŹ perchĂ© doveva partorire, partorĂŹ perchĂ© Dio, non l’uomo, glielo disse e l’incinse di SĂ©. Lei, la Senza Macchia, l’ha premuto. Tu lo puoi calpestare. E per le piante dei tuoi piedi Dio voglia ti salga al cuore la purezza da Lei effusa ».

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