EMR 18.1
LâEvangelo come mi Ăš stato rivelato
Citazione
18.1 Mi appare la casetta di Nazareth, e Maria Ăš in essa. Maria giovinetta come quando lâAngelo di Dio le apparve. Il solo vedere mi fa lâanima piena del profumo verginale di quella dimora. Del profumo angelico che ancora permane nellâambiente dove lâAngelo ha ventilato le sue ali dâoro. Del profumo divino che si Ăš tutto concentrato su Maria per fare di Lei una Madre e che ora da Lei si effonde.
Ă sera, perchĂ© le ombre cominciano a invadere lâambiente dove prima era scesa tanta luce di Cielo.
Maria, in ginocchio presso il suo lettuccio, prega con le braccia incrociate sul seno e col volto molto curvato verso terra. Ă ancora vestita come lo era al momento dellâAnnuncio. Tutto Ăš come allora. Il ramo fiorito nel suo vaso, le suppellettili nello stesso ordine. Soltanto la rocca e il fuso sono appoggiati in un angolo, col suo pennacchio di stame lâuna, col suo lucido filo avvolto intorno lâaltro.
Maria cessa di pregare e si alza, col volto acceso come da una fiamma. La bocca sorride ma il pianto fa lucido il suo occhio azzurro. Prende il lume ad olio e con la pietra focaia lo accende. Guarda che tutto sia ordinato nella cameretta. Raddrizza la coperta del lettuccio, che si era spostata. Aggiunge acqua nel vaso del ramo fiorito e lo porta fuori, nel fresco della notte. Poi rientra. Prende il ricamo piegato sul mobile a scansia e il lume acceso, ed esce chiudendo la porta.
Fa pochi passi nellâorticello, costeggiando la casa, e poi entra nella stanzetta dove ho visto avvenire lâaddio di GesĂč a Maria. La riconosco, benchĂ© manchi ora di qualche suppellettile che vi era allora. Maria scompare, portando seco il lume, in un altro piccolo ambiente presso a questo, ed io resto lĂŹ con lâunica compagnia del suo lavoro posato sullâangolo del tavolo. Odo il passo leggero di Maria andare e venire, lâodo smuovere dellâacqua come chi lava qualche cosa, poi rompere dei rametti, capisco che Ăš legna spezzata dal suono che fa. Sento che accende il fuoco.
Poi torna. Esce nel giardinetto. Rientra con delle mele e delle verdure. Posa le mele sul tavolo, in un vassoio di metallo inciso, mi pare rame bulinato. Torna in cucina (certo di lĂ Ăš la cucina). Ora la fiamma del focolare si proietta gioconda dalla porta aperta sin qua dentro e fa una danza dâombre sulle pareti.
Passa qualche tempo e Maria torna con un pane piccolo e bruno e una ciotola di latte caldo. Si siede e bagna delle fettine di pane nel latte. Mangia quieta e adagio. Poi, lasciando metĂ tazza di latte, entra di nuovo in cucina e torna con le verdure, sulle quali versa dellâolio, e le mangia col pane. Si disseta col latte. Poi prende una mela e la mangia. Una cena da bambina.
Maria mangia e pensa, e sorride ad un interno pensiero. Alza e gira gli occhi sulle pareti e pare che comunichi loro un suo segreto. Ogni tanto perĂČ si fa seria, quasi mesta. Ma poi il sorriso torna.