Tema: Parole chiave principali e trasversali đ · Pagina 4 di 12
Comfort di lettura
EMR 80.9
LâEvangelo come mi Ăš stato rivelato
Citazione
Qui ho sentito la stanchezza dellâeroe e dellâasceta, che in unâora di premonizione si rende cognito dellâinutilitĂ del suo sforzo⊠Ho pianto⊠La tristezza⊠richiamo magico per Satana. Non Ăš peccato esser tristi se lâora Ăš penosa. Ă peccato cedere oltre alla tristezza e cadere in inerzia o in disperazione.
GesĂč Ăš in campagna. Sta parlando con un contadino che gli confida il bene che gli viene dall'ascolto di GesĂč (Ăš esattamente lo stesso per noi che leggiamo l'Opera). GesĂč parla della benedizione di Dio e della sofferenza, del fatto che Ăš espiazione e che Ăš grazia. Poi Giovanni parte e Giuda chiede di andare a Gerusalemme per incontrare un amico. GesĂč Ăš depresso da Giuda e piange in silenzio in un boschetto. Ha pregato. Infine, viene raggiunto da Simone lo Zelota, che percepisce il suo dolore. Parlano di Giuda... E Simone esprime anche il desiderio che egli incontri Lazzaro.
«No, amico. à un male dal lato umano, ma dal sovrumano Ú un bene. Aumenta i meriti dei giusti che lo subiscono senza disperazione e ribellione e lo offrono, offrendosi con la loro rassegnazione, come sacrificio di espiazione per le proprie manchevolezze e le colpe del mondo, ed Ú redenzione per coloro che giusti non sono».
«à tanto difficile soffrire!», dice il contadino, al quale si sono uniti i famigliari, una decina fra adulti e bambini.
«Lo so che lâuomo lo trova difficile. E, sapendo come lo avrebbe trovato tale, il Padre non aveva dato il dolore ai suoi figli. Venne per la colpa. Ma quanto dura il dolore sulla Terra? Nella vita di un uomo? Poco tempo. Sempre poco, anche se dura tutta la vita. Ora Io dico: non Ăš meglio soffrire per poco che per sempre? Non Ăš meglio soffrire qui che nel Purgatorio? Pensate che il tempo lĂ Ăš moltiplicato per uno a mille. Oh! che in veritĂ vi dico che non maledire, ma benedire il soffrire si dovrebbe, e chiamarlo âgraziaâ, e chiamarlo âpietĂ â».
«Piccolo Giovanni, quante volte ho pianto colla faccia al suolo per gli uomini! E voi vorreste esser da meno di Me?
Anche per voi i buoni sono nella proporzione che vi era fra i buoni e Giuda. E piĂč uno Ăš buono e piĂč ne soffre. Ma anche per voi, e questo dico specialmente per coloro che sono preposti alla cura dei cuori, Ăš necessario imparare studiando Giuda. Tutti siete dei âPietriâ, voi sacerdoti. E dovete legare e slegare. Ma quanto, quanto, quanto spirito di osservazione, quanta fusione in Dio, quanto studio vivo, quante comparazioni col metodo del vostro Maestro dovete fare per esserlo come dovete esserlo!
A qualcuno sembrerĂ inutile, umano, impossibile quanto illustro. Sono i soliti che negano le fasi umane della vita di GesĂč, e di Me fanno una cosa tanto fuor della vita umana da esser solo cosa divina. Dove va allora la Ss. UmanitĂ , dove il sacrificio della Seconda Persona a vestire una carne? Oh! che invero ero Uomo fra gli uomini. Ero lâUomo. E perciĂČ soffrivo di vedere il traditore e gli ingrati. E perciĂČ gioivo di chi mi amava o a Me si convertiva. E perciĂČ fremevo e piangevo davanti al cadavere spirituale di Giuda. Ho fremuto e pianto davanti al morto amico. Ma sapevo che lâavrei chiamato alla vita e gioivo di vederlo giĂ con lo spirito nel Limbo. Qui⊠qui avevo di fronte il Demonio. E di piĂč non dico.
Tu seguimi, Giovanni. Diamo agli uomini anche questo dono. E poi⊠Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e si sforzano di fare ciĂČ che essa dice. Beati quelli che vogliono conoscermi per amarmi. In loro e a loro Io sarĂČ benedizione».