Note del tema

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Comfort di lettura

EMR 5.8-9.11-12

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

5.8 Vieni e leggi[15] le glorie di Lei nel Libro dell’Avo: “Dio mi possedette all’inizio delle sue opere, fin dal principio, avanti la creazione. Ab aeterno fui stabilita, al principio, avanti che fosse fatta la Terra, non erano ancora gli abissi ed io ero giĂ  concepita. Non ancora le sorgenti dell’acque rigurgitavano ed i monti s’erano eretti nella loro grave mole, nĂ© le colline eran monili al sole, che io ero partorita. Dio non aveva ancora fatto la Terra, i fiumi e i cardini del mondo, ed io ero. Quando preparava i cieli io ero presente, quando con legge immutabile chiuse sotto la volta l’abisso, quando rese stabile in alto la volta celeste e vi sospese le fonti delle acque, quando fissava al mare i suoi confini e dava leggi alle acque, quando dava legge alle acque di non passare il loro termine, quando gettava i fondamenti della Terra, io ero con Lui a ordinare tutte le cose. Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a Lui continuamente, scherzavo nell’universo
”. Le avete applicate alla Sapienza, ma parlan di Lei: la bella Madre, la santa Madre, la vergine Madre della Sapienza che Io sono che ti parlo.

5.9 Ho voluto che tu scrivessi il primo verso di questo inno in capo al libro che parla di Lei, perchĂ© fosse confessata e nota la consolazione e la gioia di Dio; la ragione della sua costante, perfetta, intima letizia di questo Dio uno e trino, che vi regge e ama e che dall’uomo ebbe tante ragioni di tristezza; la ragione per cui perpetuĂČ la razza anche quando, alla prima prova[16], s’era meritata d’esser distrutta; la ragione del perdono che avete avuto.

Aver Maria che lo amasse. Oh! ben meritava creare l’uomo, e lasciarlo vivere, e decretare di perdonarlo, per avere la Vergine bella, la Vergine santa, la Vergine immacolata, la Vergine innamorata, la Figlia diletta, la Madre purissima, la Sposa amorosa! Tanto e piĂč ancora vi ha dato e vi avrebbe dato Iddio pur di possedere la Creatura delle sue delizie, il Sole del suo sole, il Fiore del suo giardino. E tanto vi continua a dare per Lei, a richiesta di Lei, per la gioia di Lei, perchĂ© la sua gioia si riversa nella gioia di Dio e l’aumenta a bagliori che empiono di sfavillii la luce, la gran luce del Paradiso, ed ogni sfavillio Ăš una grazia all’universo, alla razza dell’uomo, ai beati stessi, che rispondono con un loro sfavillante grido di alleluia ad ogni generazione di miracolo divino, creato dal desiderio del Dio trino di vedere lo sfavillante riso di gioia della Vergine.

Annotazione

Libro dei Proverbi, 8, 22-31

Pr 8, 22-31: Il Signore mi ha fatto per sé, l'inizio della sua opera, la prima delle sue opere, da sempre.

Prima dei secoli sono stato formato, dal principio, prima che la terra fosse formata. Quando ancora non esistevano gli abissi, io fui partorito, quando non c'erano sorgenti. Prima che le montagne fossero fissate, prima delle colline, io sono nato, prima che il Signore avesse fatto la terra e lo spazio, gli elementi primitivi del mondo.

Quando stabilĂŹ i cieli, io ero lĂŹ, quando tracciĂČ l'orizzonte sulla superficie degli abissi, quando radunĂČ le nubi nelle alture e controllĂČ le sorgenti degli abissi, quando impose i suoi limiti al mare perchĂ© le acque non potessero violare il suo comando, quando gettĂČ le fondamenta della terra. E io sono cresciuta accanto a lui. Ero la sua gioia giorno dopo giorno, giocavo davanti a lui in ogni momento, giocavo nell'universo, sulla sua terra, e trovavo la mia gioia con i figli degli uomini.

Leggete le glorie di Maria nel libro dell'Antenato. Nella Septuaginta, la Bibbia del tempo di GesĂč, il libro dei Proverbi Ăš chiamato "Proverbi di Salomone". Questi era figlio di Davide e antenato di GesĂč (cfr. Matteo 1,6: "Davide, dalla sua unione con la moglie di Uria, generĂČ Salomone").

Questo testo, applicato a Maria, Ăš commentato nel Libro di Azarias, l'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione (cfr. nota 13). Di fatto, Ăš stato mantenuto dalla liturgia come applicabile all'Immacolata Concezione. Questa relazione - da sempre - tra Cristo e la Vergine Maria, nella quale si incarna, Ăš sviluppata e documentata da P. G.M. Roschini in La Vergine Maria nelle opere di Maria Valtorta, sintesi della teologia mariana valtortiana, Parte prima, Maria nell'eternitĂ , pp. 66-71. Egli fa riferimento anche a Siracide (Ecclesiastico), 24,3ss.

Molti teologi ritengono che le parole di Proverbi 8,22-31 si riferiscano sia a GesĂč che a Maria. La liturgia dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, ha utilizzato questo testo , che non puĂČ essere applicato solo a GesĂč (il Verbo di Dio attraverso il quale sono state fatte tutte le cose). Infatti, il testo descrive un'altra persona femminile (soprattutto i versetti 27-31) accanto al Creatore. Alcuni hanno visto questa attribuzione alla Vergine Maria come un'eresia, ma puĂČ la Liturgia essere eretica? In questo testo possiamo vedere la prescienza di Dio, in cui tutto esiste (cfr. ad esempio Efesini 1,4 : "Egli ci ha scelti in Cristo prima della fondazione del mondo, perchĂ© fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell'amore"). Anche la prescienza della Passione esiste nella Bibbia, molto prima della sua realizzazione al momento stabilito, per non parlare della fine dei tempi. Lo stesso vale per la creazione immacolata dell'anima di Maria infusa in un pulpito umano al momento stabilito.

GesĂč ne parla di nuovo in EMV 196,7.

Sant'Alberto Magno (1200-1280), dice: "Dio ebbe estrema cura di preservare da ogni contaminazione la donna che aveva predestinato da tutta l'eternitĂ  a essere sua madre nel tempo" (Sermones de sanctis 38).

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EMR 5.12

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Io-Re avrei dovuto avere sotto il mio piede di Re divino tappeti e gioielli quale nessuna reggia ne ebbe, e canti e voci, e servi e ministri intorno al mio essere quanti nessun sovrano ne ebbe, e fiori e gemme, tutto il sublime, il grandioso, il gentile, il minuto Ăš possibile trarre dal Pensiero di un Dio.

Ma Io dovevo esser Carne oltre che Spirito. Carne per salvare la carne. Carne per sublimare la carne, portandola in Cielo molti secoli avanti l’ora. PerchĂ© la carne abitata dallo spirito Ăš il capolavoro di Dio, e per essa era stato fatto il Cielo. Per esser Carne avevo bisogno di una Madre. Per esser Dio avevo bisogno che il Padre fosse Dio.

Ecco allora Dio crearsi la Sposa e dirle: “Vieni meco. Al mio fianco vedi quanto Io faccio per il Figlio nostro. Guarda e giubila, eterna Vergine, Fanciulla eterna, ed il tuo riso empia questo empireo e dia agli angeli la nota iniziale, al Paradiso insegni l’armonia celeste. Io ti guardo. E ti vedo quale sarai, o Donna immacolata che ora sei solo spirito: lo spirito in cui Io mi beo. Io ti guardo e dĂČ l’azzurro del tuo sguardo al mare e al firmamento, il colore dei tuoi capelli al grano santo, il candore al giglio e il roseo alla rosa come Ăš la tua epidermide di seta, copio le perle dai tuoi denti minuti, faccio le dolci fragole guardando la tua bocca, agli usignoli metto in gola le tue note e alle tortore il tuo pianto. E leggendo i tuoi futuri pensieri, udendo i palpiti del tuo cuore, Io ho il motivo di guida nel creare. Vieni, mia Gioia, abbiti i mondi per trastullo sinchĂ© mi sarai luce danzante nel Pensiero, i mondi per tuo riso, abbiti i serti di stelle e le collane d’astri, mettiti la luna sotto i piedi gentili, fĂ sciati nella sciarpa stellare di Galatea. Sono per te le stelle ed i pianeti. Vieni e godi vedendo i fiori, che saranno giuoco al tuo Bambino e guanciale al Figlio del tuo seno. Vieni e vedi creare le pecore e gli agnelli, le aquile e le colombe. Siimi presso mentre faccio le coppe dei mari e dei fiumi e alzo le montagne e le dipingo di neve e di selve, mentre semino le biade e gli alberi e le viti, e faccio l’ulivo per te, mia Pacifica, e la vite per te, mio Tralcio che porterai il Grappolo eucaristico. Scorri, vola, giubila, o mia Bella, e il mondo universo, che si crea d’ora in ora, impari ad amarmi da te, Amorosa, e si faccia piĂč bello per il tuo riso, Madre del mio Figlio, Regina del mio Paradiso, Amore del tuo Dio”.

E ancora, vedendo l’Errore e mirando la Senza Errore: “Vieni a Me, tu che cancelli l’amarezza della disubbidienza umana, della fornicazione umana con Satana, e dell’umana ingratitudine. Io prenderĂČ con te la rivincita su Satana”.

Dettaglio

Maria Ăš nella mente di Dio da tutta l'eternitĂ , ma Ăš stata creata solo in un preciso momento.

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EMR 5.13-14

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

All’uomo e alla donna, depravati da Satana, Dio volle opporre l’Uomo nato da Donna soprasublimata da Dio, al punto di generare senza aver conosciuto uomo: Fiore che genera Fiore senza bisogno di seme, ma per unico bacio del Sole sul calice inviolato del Giglio-Maria.

5.14 La rivincita di Dio!
Fischia, o Satana, il tuo livore mentre Ella nasce. Questa Pargola ti ha vinto! Prima che tu fossi il Ribelle, il Tortuoso, il Corruttore, eri già il Vinto, e Lei ù la tua Vincitrice. Mille eserciti schierati nulla possono contro la tua potenza, cadono le armi degli uomini contro le tue scaglie, o Perenne, e non vi ù vento che valga a disperdere il lezzo del tuo fiato. Eppure questo calcagno d’infante, che ù tanto roseo da parere l’interno di una camelia rosata, che ù tanto liscio e morbido che la seta ù aspra al paragone, che ù tanto piccino che potrebbe entrare nel calice di un tulipano e farsi di quel raso vegetale una scarpina, ecco che ti preme senza paura, ecco che ti confina nel tuo antro. Eppure ecco che il suo vagito ti fa volgere in fuga, tu che non hai paura degli eserciti, e il suo alito purifica il mondo dal tuo fetore. Sei vinto. Il suo nome, il suo sguardo, la sua purezza sono lancia, folgore e pietrone che ti trafiggono, che ti abbattono, che ti imprigionano nella tua tana d’Inferno, o Maledetto, che hai tolto a Dio la gioia d’esser Padre di tutti gli uomini creati!
Inutilmente ormai li hai corrotti, questi che erano stati creati innocenti, portandoli a conoscere e a concepire attraverso a sinuosità di lussuria, privando Dio, nella creatura sua diletta, di essere l’elargitore dei figli secondo regole che, se fossero state rispettate, avrebbero mantenuto sulla Terra un equilibrio fra i sessi e le razze, atto ad evitare guerre fra popoli e sventure fra famiglie.
Ubbidendo, avrebbero pur conosciuto l’amore. Anzi, solo ubbidendo avrebbero conosciuto l’amore e l’avrebbero avuto. Un possesso pieno e tranquillo di questa emanazione di Dio, che dal soprannaturale scende all’inferiore, perchĂ© anche la carne ne giubili santamente, essa che Ăš congiunta allo spirito e creata dallo Stesso che le creĂČ lo spirito.
Ora il vostro amore, o uomini, i vostri amori, che sono? O libidine vestita da amore. O paura insanabile di perdere l’amore del coniuge per libidine sua e di altri. Non siete mai piĂč sicuri del possesso del cuore dello sposo o della sposa, da quando libidine Ăš nel mondo. E tremate e piangete e divenite folli di gelosia, assassini talora per vendicare un tradimento, disperati talaltra, abulici in certi casi, dementi in altri.
Ecco che hai fatto, Satana, ai figli di Dio. Questi, che hai corrotti, avrebbero conosciuto la gioia di aver figli senza avere il dolore, la gioia d’esser nati senza paura del morire. Ma ora sei vinto in una Donna e per la Donna. D’ora innanzi chi l’amerà tornerà ad esser di Dio, superando le tue tentazioni per poter guardare la sua immacolata purezza. D’ora innanzi, non potendo concepire senza dolore, le madri avranno Lei per conforto. D’ora innanzi l’avranno le spose a guida e i morenti a madre, per cui dolce sarà il morire su quel seno che ù scudo contro te, Maledetto, e contro il giudizio di Dio.

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EMR 5.14-15

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

La sublime rivincita di Dio sulla vendetta di Satana ù stata il portare la perfezione della creatura diletta ad una superperfezione, che annullasse almeno in una ogni ricordo di umanità, suscettibile al veleno di Satana, per cui non da casto abbraccio d’uomo ma da divino amplesso, che fa trascolorare lo spirito nell’estasi del Fuoco, sarebbe venuto il Figlio.

5.15 La Verginità della Vergine!


Vieni. Medita questa verginità profonda, che dà nel contemplarla vertigini d’abisso! Cosa ù la povera verginità forzata della donna che nessun uomo ha sposato? Meno che nulla. Cosa la verginità di quella che volle esser vergine per esser di Dio, ma sa esserlo solo nel corpo e non nello spirito, nel quale lascia entrare tanti estranei pensieri, e carezza e accetta carezze di umani pensieri? Comincia ad essere una larva di verginità. Ma ben poco ancora. Cosa ù la verginità di una claustrata che vive solo di Dio? Molto. Ma sempre non ù perfetta verginità rispetto a quella della Madre mia.

Un coniugio vi Ăš sempre stato, anche nel piĂč santo. Quello di origine fra lo spirito e la Colpa. Quello che solo il Battesimo scioglie. Scioglie, ma, come di donna separata da morte dello sposo, non rende verginitĂ  totale quale era quella dei Primi avanti il Peccato. Una cicatrice resta e duole, facendo ricordare di sĂ©, ed Ăš sempre pronta a rifiorire in piaga, come certi morbi che periodicamente i loro virus acutizzano. Nella Vergine non vi Ăš questo segno di disciolto coniugio con la Colpa. La sua anima appare bella e intatta come quando il Padre la pensĂČ adunando in Lei tutte le grazie.

È la Vergine. È l’Unica. È la Perfetta. È la Completa. Pensata tale. Generata tale. Rimasta tale. Incoronata tale. Eternamente tale. È la Vergine. È l’abisso della intangibilità, della purezza, della grazia, che si perde nell’Abisso da cui ù scaturito: in Dio, Intangibilità, Purezza, Grazia perfettissime.

Ecco la rivincita del Dio trino ed uno. Contro alle creature profanate Egli alza questa Stella di perfezione. Contro la curiositĂ  malsana, questa Schiva, paga solo di amare Dio. Contro la scienza del male, questa sublime Ignorante. In Lei non Ăš solo ignoranza dell’amore avvilito; non Ăš solo ignoranza dell’amore che Dio aveva dato agli uomini sposi. Ma piĂč ancora. In Lei Ăš l’ignoranza dei fomiti, ereditĂ  del Peccato. In Lei vi Ăš solo la sapienza gelida e incandescente dell’Amore divino. Fuoco che corazza di ghiaccio la carne, perchĂ© sia specchio trasparente all’altare dove un Dio si sposa con una Vergine, e non si avvilisce, perchĂ© la sua Perfezione abbraccia Quella che, come si conviene a sposa, Ăš di solo un punto inferiore allo Sposo, a Lui soggetta perchĂ© Donna, ma senza macchia come Egli Ú».

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EMR 5.14

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Ecco che hai fatto, Satana, ai figli di Dio. Questi, che hai corrotti, avrebbero conosciuto la gioia di aver figli senza avere il dolore, la gioia d’esser nati senza paura del morire. Ma ora sei vinto in una Donna e per la Donna. D’ora innanzi chi l’amerà tornerà ad esser di Dio, superando le tue tentazioni per poter guardare la sua immacolata purezza. D’ora innanzi, non potendo concepire senza dolore, le madri avranno Lei per conforto. D’ora innanzi l’avranno le spose a guida e i morenti a madre, per cui dolce sarà il morire su quel seno che ù scudo contro te, Maledetto, e contro il giudizio di Dio.

Dettaglio

GesĂč parlĂČ a Satana e disse:

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EMR 6

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : Purificazione di Anna e offerta di Maria, la bambina perfetta per il Regno dei Cieli.

Data della visione e del dettato: lunedĂŹ 28 agosto 1944

Calendario: martedĂŹ 25 novembre dell'anno 21 a.C.

Vecchio calendario giuliano: martedĂŹ 27 settembre dell'anno 21 d.C.

Calendario ebraico: 30 Kisleu 3741

Luogo (mappa) : Gerusalemme (Tempio di Gerusalemme)

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Anna si reca a presentare la figlia al Tempio, accompagnata da Gioacchino, Elisabetta e Zaccaria. I genitori, felici, si sono vestiti per l'occasione. Ben presto Anna parla con Elisabetta e la moglie di Gioacchino le confida che tra tre anni darĂ  il suo Fiore al Signore. Per compiere questo eroico sacrificio, ricorderĂ  che Dio le ha dato Maria. Si dirĂ  anche che la sua bambina sta pregando per loro e che il Signore sarĂ  suo Padre anche dopo la loro morte. Finalmente arrivano al Tempio e lĂŹ Anna si purifica. Il gruppo si reca nel luogo in cui Anna ha esaudito il suo desiderio e lĂŹ incontra Anna di Fanuel, che sarĂ  la maestra di Maria al Tempio.

GesĂč fa poi un dettato e spiega che la Vergine ardeva per venire a Dio. Torna sulla frase "Lasciate che i bambini piccoli vengano a me"; poi insiste sull'amore di Maria, che Ăš stato costante per tutta la sua vita. I suoi occhi sono pacifici e gentili, e lo stesso vale per i santi che, come la loro Madre celeste, hanno uno sguardo che Ăš "luce per l'anima".

Contenuti del capitolo: 6.1: Gioacchino, Anna, Zaccaria ed Elisabetta si recano al Tempio. 6.2: Anna darĂ  a Dio ciĂČ che viene da lui. 6.3: La purificazione di Anna. 6.4: La consacrazione di Maria e il primo contatto con Anna di Phanouel. 6.5: Fra tre anni sarai qui anche tu, mio Giglio. 6.6: Ecco il Bambino perfetto, dal cuore di colomba, semplice e puro. 6.7: L'occhio puro, pacifico e benevolo che possiedono i puri, i santi, coloro che sono innamorati di Dio.

Edizione precedente: Volume 1, capitoli 9 e 10

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EMR 6.1

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Anna ha fra le braccia la Bambina, tutta avvolta nelle fasce e, anzi, tutta stretta in un ampio tessuto di lana leggera ma che deve essere morbida e calda. E con che cura e amore ella porti e sorvegli la sua creaturina, sollevando di tanto in tanto il lembo del fine e caldo tessuto, per vedere se Maria respira bene, e poi raggiustandolo per ripararla dall’aria rigida di una giornata serena ma fredda di pieno inverno, non ù da dire.

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EMR 6.4-5

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

6.4 Zaccaria dice piano qualche parola al collega, il quale annuisce sorridendo. E poi si accosta al gruppo ricomposto e, felicitandosi con la madre e il padre per la loro gioia e per la loro fedeltĂ  alle promesse, riceve il secondo agnello e la farina e le focacce.

«Questa figlia Ăš dunque sacra al Signore? La benedizione di Lui sia con lei e con voi. Ecco Anna che giunge. SarĂ  una delle sue maestre. Anna di Fanuel, della tribĂč di Aser. Vieni, donna. Questa piccina Ăš offerta al Tempio in ostia di lode. Tu le sarai maestra, e santa crescerĂ  sotto di te».

La già tutta bianca Anna di Fanuel vezzeggia la Bambina, che si ù svegliata e guarda coi suoi occhi innocenti e stupiti tutto quel bianco e quell’oro che il sole accende.

La cerimonia deve essere compiuta. Non ho visto speciale rito per l’offerta di Maria. Forse bastava il dirlo al sacerdote, e soprattutto a Dio, presso il luogo sacro.

6.5 «Vorrei dare l’offerta al Tempio e andare lĂ  dove vidi la luce lo scorso anno».

Vanno, accompagnati da Anna di Fanuel. Non entrano nel Tempio vero e proprio; si capisce che, essendo donne e trattandosi di una bambina, non vanno neppure lĂ  dove andĂČ Maria per offrire il Figlio. Ma, da ben presso alla porta spalancata, guardano nell’interno semiscuro, da cui vengono dolci canti di fanciulle e brillano lumi preziosi che spandono una luce d’oro su due aiuole di testoline velate di bianco, due vere aiuole di gigli.

«Fra tre anni anche tu sarai lĂ , mio Giglio», promette Anna a Maria, che guarda come affascinata verso l’interno e sorride al canto lento.

«Pare comprenda», dice Anna di Fanuel. «È una bella bambina! Mi sarĂ  cara come fosse delle mie viscere. Te lo prometto, o madre. Se l’etĂ  mi concederĂ  di esserlo».

«Lo sarai, donna», dice Zaccaria. «Tu la riceverai fra le sacre fanciulle. Io pure vi sarĂČ. Voglio esservi quel giorno per dirle di pregare per noi sin dal primo momento » e guarda la moglie, che comprende e sospira.

La cerimonia Ăš finita e Anna di Fanuel si ritira, mentre gli altri escono dal Tempio parlando fra loro.

Odo Gioacchino che dice: «Non due e i migliori, ma tutti li avrei dati i miei agnelli per questa gioia e per dar lode a Dio!».

Non vedo altro.

Dettaglio

Anna Ú venuta a presentare Maria al Tempio e a purificarsi dopo il parto. È accompagnata dal marito, da Elisabetta e da Zaccaria. Quando tutto Ú stato compiuto e lei Ú stata purificata dal sacerdote, un collega di Zaccaria, Maria Valtorta scrive quanto segue.

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EMR 6.6-7

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

6.6 Dice GesĂč:

«Salomone fa dire alla Sapienza: “Chi Ăš fanciullo venga a me”. E veramente dalla rocca, dalle mura della sua cittĂ , l’eterna Sapienza diceva all’eterna Fanciulla: “Vieni a Me”. Ardeva di averla. PiĂč tardi, il Figlio della Fanciulla purissima dirĂ : “Lasciate venire a Me i bambini, poichĂ© il Regno dei Cieli Ăš loro e chi non diviene simile a loro non avrĂ  parte nel mio Regno”. Le voci si rincorrono e, mentre la voce dal Cielo grida a Maria piccolina: “Vieni a Me”, la voce dell’Uomo dice, e pensa a sua Madre nel dirlo: “Venite a Me se sapete esser fanciulli”.

Il modello ve lo do in mia Madre.

Ecco la perfetta Fanciulla dal cuore di colomba semplice e puro, ecco Quella che anni e contatti di mondo non inselvatichiscono in una barbarie di spirito corrotto, tortuoso, bugiardo. Perché Ella non lo vuole. Venite a Me guardando Maria.

6.7 Tu che la vedi dimmi: il suo sguardo di infante ù molto diverso da quello che le vedesti ai piedi della Croce, o nel giubilo della Pentecoste, o nell’ora che le palpebre scesero sul suo occhio di gazzella per l’ultimo sonno? No. Qui ù lo sguardo incerto e stupito dell’infante, poi sarà quello stupito e verecondo dell’Annunciata, e poi quello beato della Madre di Betlemme, e poi quello adorante della mia prima sublime Discepola, poi quello straziato della Torturata del Golgota, poi il radioso sguardo della Risurrezione e Pentecoste, poi quello velato dall’estatico sonno dell’ultima visione. Ma, sia che si apra alle prime viste, sia che si chiuda stanco sull’ultima luce, dopo tanto aver visto di gaudio e di orrore, l’occhio ù il sereno, puro, placido lembo di cielo che splende sempre uguale sotto la fronte di Maria. Ira, menzogna, superbia, lussuria, odio, curiosità, non lo sporcano mai delle loro nubi fumose.

È l’occhio che guarda Dio con amore, sia che pianga o rida, e che per amore di Dio carezza e perdona e tutto sopporta, e dall’amore per il suo Dio ù fatto inattaccabile agli assalti del Male, che tante volte si serve dell’occhio per penetrare nel cuore. L’occhio puro, riposante, benedicente che hanno i puri, i santi, gli innamorati di Dio.

Io l’ho detto: “Lume del tuo corpo Ăš l’occhio. Se l’occhio Ăš puro, tutto il tuo corpo sarĂ  illuminato. Ma se l’occhio Ăš torbido, tutta la tua persona sarĂ  nelle tenebre”. I santi hanno avuto quest’occhio che Ăš lume allo spirito e salvezza alla carne, perchĂ© come Maria non hanno che per tutta la vita guardato Dio. Anzi, piĂč ancora, si sono ricordati di Dio.

Ti spiegherĂČ, piccola voce, cosa Ăš il senso di questa mia parola».

Annotazione

PiĂč tardi, il Figlio del Bambino dirĂ : "Lasciate che i bambini piccoli vengano a me, perchĂ© di loro Ăš il regno dei cieli; chi non Ăš come loro non ha parte nel mio regno". "GesĂč ha detto questo in EMV 378,8 e in Matteo 19, 14-15, Marco 10, 13-14 e Luca 18, 15-17.

Io l'ho detto in Matteo 6, 22-23(EMV 174.9) e in Luca 11, 34-35(EMV 413.7).

Vangelo di Matteo 6, 22-23 e 19, 14-15

Mt 6, 22-23 : La lampada del corpo Ăš l'occhio. Se il tuo occhio Ăš sano, tutto il tuo corpo sarĂ  nella luce; ma se il tuo occhio Ăš cattivo, tutto il tuo corpo sarĂ  nelle tenebre. Quindi, se la luce in voi Ăš tenebra, quanto grandi saranno le tenebre!

Mt 19, 14-15 : GesĂč disse loro: "Lasciate stare questi bambini e non impedite loro di venire a me, perchĂ© il regno dei cieli Ăš per quelli che sono come loro". "15E imponendo loro le mani, riprese il cammino.

Vangelo di Luca 11, 34-35 e 18, 15-17

Lc 11, 34-35 : La lampada del vostro corpo Ăš l'occhio. Se il tuo occhio Ăš sano, tutto il tuo corpo sarĂ  nella luce; se Ăš cattivo, anche il tuo corpo sarĂ  nelle tenebre.

Lc 18, 15-17 : Alcuni gli portavano anche i loro bambini piccoli perchĂ© li toccasse; i suoi discepoli, vedendo questo, li rimproverarono. Ma GesĂč chiamĂČ a sĂ© i bambini e disse: "Lasciate che i bambini piccoli vengano a me e non glielo impedite, perchĂ© il regno di Dio appartiene a quelli che sono come loro. In veritĂ  vi dico che chi non accoglie il regno di Dio come un bambino piccolo, non entrerĂ  in esso. "

Vangelo di Marco 10, 13-14

Mc 10, 13-14 : Gli venivano portati dei bambini piccoli perchĂ© li toccasse. Ma i discepoli rimproveravano quelli che li portavano. GesĂč, vedendo ciĂČ, si indignĂČ e disse loro: "Lasciate che i bambini piccoli vengano a me e non impediteli, perchĂ© il regno dei cieli appartiene a quelli che sono come loro".

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EMR 7

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo : La piccola Maria con Anna e Gioacchino. La Sapienza del Figlio Ăš giĂ  sulle sue labbra.

Data della visione e della dettatura: martedĂŹ 29 agosto 1944

Calendario: agosto dell'anno 18 a.C.

Calendario ebraico: Ab 3743

Luogo (mappa) : Nazareth

Ciclo: Nascita e infanzia della Vergine Maria

Sommario: Anna Ăš con Maria a Nazaret. La bambina gioca in giardino e le porta dei fiori. Le racconta la storia di ciascuno di essi e la madre si stupisce di ciĂČ che dice, quando Maria menziona Salomone, per esempio. La bambina risponde che le sembra di averlo sempre saputo e vuole che Anna le racconti una storia sulla venuta dell'Emmanuele. La bambina le chiese poi quando sarebbe avvenuta la profezia; volle anche sapere se Dio avrebbe potuto abbreviare il tempo di attesa se lei avesse pregato molto, molto, molto. Alla fine Anna rispose affermativamente e l'Immacolata dichiarĂČ che avrebbe pregato e sarebbe rimasta vergine affinchĂ© la sua richiesta fosse esaudita. La futura Madre di GesĂč rivela anche il suo desiderio di servire la donna che porterĂ  il Salvatore e, qualche istante dopo, chiede ad Anna come il Signore possa salvarla se lei non pecca. Gioacchino risponde che il Salvatore l'ha salvata in anticipo. Infine, la famiglia felice parla del Tempio, al quale Maria si unirĂ  presto, e promette di pregare per i suoi cari genitori. Dopo questo capitolo, GesĂč fa un dettato sulla precoce saggezza di sua Madre, parlando della ragione e dell'intelligenza, un dono che Dio aveva fatto ai nostri Primi Genitori.

Contenuto del capitolo: 7.1: La piccola Maria porta dei fiori ad Anna. 7.2: Per ogni fiore si immagina una storia. 7.3: Quanto tempo ci vorrĂ  per avere Emmanuele? 7.4: Mi farĂČ vergine per affrettare la sua venuta. 7.5: Come puĂČ salvarmi se non pecco? 7.6: Quando mi porterai al Tempio? 7.7: Bambini spiritualmente precoci. 7.8: La ragione Ăš una delle cose che ci rende piĂč simili a Dio. 7.9: Maria era la Super Eva, il capolavoro dell'Altissimo.

Vecchia edizione: Volume 1, capitoli 11 e 12

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