Note del tema

Parole chiave principali e trasversali 🌟

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Comfort di lettura

EMR 209.6 · Volume 3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Il dolore dell’orfano bambino, che si vede costretto a vivere mendicando, senza mai piĂč carezze, senza piĂč consigli buoni, Ăš ben piĂč grande di quello della madre orbata dei figli; cosĂŹ come il dolore di chi, per un complesso di motivi, giunge all’odio contro l’uman genere e vede in ogni uomo un nemico da cui deve difendersi e temere, Ăš ancora piĂč grande degli altri dolori, perchĂ© coinvolge non solo carne e sangue e mente, ma lo spirito con i suoi doveri e diritti soprannaturali, e lo porta a perdersi.

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EMR 209.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Il dolore Ăš croce, ma Ăš anche ala. Il lutto spoglia ma per rivestire. Sorgete, voi che piangete! Aprite gli occhi, uscite dagli incubi, dalle tenebre, dagli egoismi! Guardate
 Il mondo Ăš la landa dove si piange e muore. E grida: “aiuto!” il mondo, per le bocche degli orfani, dei malati, dei soli, dei dubbiosi, per le bocche di quelli che un tradimento, che una crudeltĂ  fanno prigionieri del rancore. Andate a questi che gridano. Dimenticatevi fra i dimenticati! Guarite fra i malati! Sperate fra i disperati! Il mondo Ăš aperto alle buone volontĂ  di servire Dio nel prossimo e di conquistarsi il Cielo: l’unione con Dio e la riunione con coloro che piangiamo. Qui Ăš la palestra. LĂ  Ăš il trionfo.

Venite. Imitate Rut presso tutti i dolori. Dite voi pure: “Io sarĂČ con voi fino alla morte”. E se anche vi risponderanno, queste sventure che si credono insanabili: “Non chiamatemi piĂč Noemi, ma chiamatemi Mara perchĂ© Dio mi ha colmata d’amarezze”, persistete. Ed Io in veritĂ  vi dico che un giorno, per il vostro persistere, queste sventure esclameranno: “Sia benedetto il Signore che mi ha levata dall’amarezza, dalla desolazione, dalla solitudine, per opera di una creatura che ha saputo far fruttificare il suo dolore in bene. Dio la benedica in eterno perchĂ© ella Ăš la mia salvatrice”.

Annotazione

Se queste persone sfortunate che si credono incurabili vi dicono: "Non chiamatemi piĂč Naomi, ma Mara, perchĂ© Dio mi ha riempito di amarezza", persistete. Cfr. Ruth 1, 1-22.

Libro di Ruth 1, 1-22

Ruth 1, 1-22 : Ai tempi in cui governavano i Giudici, c'era una carestia nel paese. Un uomo di Betlemme, in Giuda, andĂČ con la moglie e i due figli a vivere nei campi di Moab. L'uomo si chiamava Elimelech, sua moglie si chiamava Naomi e i suoi due figli si chiamavano Mahalon e Chelon; erano Efratiti di Betlemme di Giuda. Andarono nei campi di Moab e vi si stabilirono.

Quando Elimelech, il marito di Naomi, morĂŹ, lei rimase sola con i suoi due figli; essi presero delle mogli moabite, una delle quali si chiamava Orfa e l'altra Ruth, e vissero lĂŹ per circa dieci anni. Anche Mahalon e Cheljon morirono entrambi e la donna rimase senza i suoi due figli e il marito. Allora lei e le sue nuore si alzarono e lasciarono i campi di Moab, perchĂ© aveva sentito dire nel paese di Moab che Yahweh aveva visitato il suo popolo e aveva dato loro del pane. CosĂŹ lei e le sue due nuore uscirono dal luogo in cui si erano stabilite e si misero in cammino per tornare nella terra di Giuda. Naomi disse alle due nuore: "Andate e tornate, ognuna a casa sua. Che Yahweh sia gentile con voi, come lo Ăš stato con quelli che sono morti e con me! Che Yahweh vi faccia trovare riposo nella casa di un marito! E li baciĂČ. Esse alzarono la voce, piansero e le dissero: "No, torneremo con te nel tuo popolo". Naomi disse: "Tornate indietro, figlie mie; perchĂ© dovreste venire con me? Ho ancora dei figli nel mio grembo che possono diventare vostri mariti? Tornate indietro, figlie mie, andate. Sono troppo vecchia per risposarmi. E quando dico: ho una speranza; quando questa notte stessa prenderĂČ marito e partorirĂČ dei figli, aspettereste che siano cresciuti? Vi asterreste per questo dal risposarvi? No, figlie mie. È molto amaro per me, a causa vostra, che la mano di JahvĂš si sia abbattuta su di me". E, alzando la voce, piansero di nuovo. Allora Orfa baciĂČ la suocera, ma Ruth si strinse a lei.

Naomi disse a Ruth: "Ecco, tua cognata Ăš tornata al suo popolo e al suo dio; torna da tua cognata". Ruth rispose: "Non mi costringere a lasciarti quando mi allontanerĂČ da te. Dove andrai tu, andrĂČ io; dove abiterai tu, abiterĂČ io; il tuo popolo sarĂ  il mio popolo e il tuo Dio sarĂ  il mio Dio; dove morirai tu, morirĂČ io e sarĂČ sepolta lĂŹ. Che Yahweh si comporti duramente con me se qualcosa, se non la morte, mi separa da te! Vedendo che Ruth era decisa ad andare con lei, Naomi smise di supplicarla.

Le due proseguirono il loro cammino fino a Betlemme. Quando entrarono a Betlemme, tutta la città si commosse e le donne dissero: "È questa Naomi?" 20Disse loro: "Non chiamatemi Naomi, ma Marah, perché l'Onnipotente mi ha amareggiata: sono partita a mani piene e Yahweh mi riporta a mani vuote. Perché chiamarmi Naomi, dopo che Yahweh ha testimoniato contro di me e l'Onnipotente mi ha afflitta?".

Naomi tornĂČ e con lei la nuora Ruth, la Moabita, che veniva dai campi di Moab. Arrivarono a Betlemme all'inizio della raccolta dell'orzo.

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EMR 209.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Ogni atto buono Ăš origine a grandi cose. Quali voi non vi pensate. E lo sforzo di uno sul proprio egoismo puĂČ provocare un’onda tale d’amore che Ăš capace di salire, salire, tenendo fra la sua limpidezza colui che l’ha provocata, sino a portarlo ai piedi dell’altare, al cuore di Dio.

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EMR 209.7 · Volume 3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Il dolore ù croce, ma ù anche ala. Il lutto spoglia ma per rivestire. Sorgete, voi che piangete! Aprite gli occhi, uscite dagli incubi, dalle tenebre, dagli egoismi! Guardate
 Il mondo ù la landa dove si piange e muore. E grida: “aiuto!” il mondo, per le bocche degli orfani, dei malati, dei soli, dei dubbiosi, per le bocche di quelli che un tradimento, che una crudeltà fanno prigionieri del rancore. Andate a questi che gridano. Dimenticatevi fra i dimenticati! Guarite fra i malati! Sperate fra i disperati! Il mondo ù aperto alle buone volontà di servire Dio nel prossimo e di conquistarsi il Cielo: l’unione con Dio e la riunione con coloro che piangiamo. Qui ù la palestra. Là ù il trionfo.

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EMR 210

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Sulla strada di Hebron, le preoccupazioni di Giuda Iscariota.

Data della visione: venerdĂŹ 6 giugno 1945.

Calendario: domenica 9 aprile 28 (27 Nissan 3788).

Luogo (mappa) : Verso Hebron

Ciclo: Apostolato in Giudea

Sommario: Giuda Ăš di cattivo umore e chiede a Maria di Alfeo e a Maria Salome se intendono visitare tutti i luoghi di Israele. L'uomo Ăš impaziente, perchĂ© vuole andare a Keroth con il Maestro ed Ăš giĂ  infastidito dall'idea che Maria, che in questo momento si trova a Bet-çur, non vada con loro. Si rammarica del fatto che GesĂč non compia piĂč miracoli brillanti e ritiene che stiano dando uno spettacolo scadente. Anche Andrea lo rimprovera, sottolineando che Ăš stato lui a imporsi nel gruppo degli apostoli senza che GesĂč lo avesse scelto. Tommaso allora scherzĂČ, ma quando Giuda rimproverĂČ al Maestro di non aver fatto nulla, il suo collega gli ricordĂČ la guarigione dei lebbrosi - un episodio durante il quale l'Iscariota non era presente, per sua colpa. Tommaso diede allora al giovane alcuni saggi consigli, incoraggiandolo a cambiare, a non essere deluso, a non prendersi per il maestro del Maestro.

La conversazione tornĂČ sui luoghi santi di Israele e, poichĂ© Giuda brontolava che si trattava delle solite leggende, Tommaso fece notare che il suo amico aveva voluto andare a Endor, che non brillava per la sua purezza, mentre le donne andavano dove c'erano i santi. Viene tirato fuori il tema di Giovanni di Endor e la loro conversazione continua, con Giuda che critica tutto. GesĂč non parla piĂč con loro, si preoccupa troppo di Marziam, sceglie i discepoli sbagliati con persone come il vecchio Giovanni... e tutto Ăš un pretesto per brontolare. Ben presto Maria di Alfeo e Maria Salome si allontanano con Andrea. Tommaso e Giuda non si accorgono nemmeno dell'arrivo silenzioso di GesĂč, che interviene al momento giusto e placa le preoccupazioni di Giuda. Il Maestro li assicura che sua Madre verrĂ  davvero a Kerioth e giustifica tutte le sue scelte, soprattutto quella di lasciare Simone lo Zelota con la Vergine, perchĂ© Ăš vecchio, sa tacere e rispetta il dolore di Elise. Giuda era quindi preoccupato per le illusioni, ed Ăš colpito dalla gentilezza di Cristo e dal modo in cui lo rassicura. Infine, la conversazione si fa piĂč leggera quando si parla dei siti storici di Israele e del modo in cui Simon-Pierre si Ăš comportato in classe... Il che fa ridere tutti.

Contenuti del capitolo: 210,1: Giuda vorrebbe che GesĂč compisse altri miracoli. 210,2: Le donne e Andrea sono scioccati, Tommaso interviene. 210.3: Fa una lezione a Giuda. 210.4: Che Ăš geloso del posto occupato da Marziam e Giovanni di En-Dor. 210,5: GesĂč spiega a Giuda la sua decisione. 210.6: Lo fa quasi piangere. 210,7: Pietro ammira la pedagogia di GesĂč.

Edizione precedente: Volume 3, capitolo 72.

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EMR 210.1.3 · Volume 3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Ma non credo che vogliate fare un pellegrinaggio a tutti i luoghi noti d’Israele», dice ironico l’Iscariota che discute in un gruppo dove sono Maria d’Alfeo e Salome, oltre Andrea e Tommaso.

«Perché no? Chi lo vieta?», domanda Maria Cleofa.

«Ma io. Mia madre mi attende da tanto ».

«Ma vàcci da tua madre. Ti raggiungeremo poi», dice Salome, e pare che aggiunga mentalmente: «Nessuno si addolorerà per la tua assenza».

«No proprio! Io ci vado col Maestro. GiĂ  non c’ù piĂč la Madre, come era stabilito. E questo veramente non andava fatto, perchĂ© era stato promesso che ci sarebbe stata».

«Si Ú fermata a Betsur per una opera buona. Quella donna era ben infelice».

«GesĂč la poteva guarire subito senza bisogno di farla tornare integra grado a grado. Non so perchĂ© ora non ami piĂč fare strepitosi miracoli».

«Se cosÏ ha fatto, avrà le sue sante ragioni», dice calmo Andrea.

«Già! E cosÏ perde i proseliti.» (...)

[Thomas interviene e dice con tono severo:]

«Tu sei malato di bile, amico. Ed essa ti fa sentire amaro e vedere verde da per tutto. Deve essere una malattia ricorrente in te. E credi che Ăš poco piacevole convivere con uno come te. Modificati. Io non andrĂČ a dire niente a nessuno, e se queste buone donne mi vogliono ascoltare staranno zitte come me, e cosĂŹ farĂ  Andrea. Ma tu modificati. Non ti credere deluso, perchĂ© non c’ù delusione. Non necessario, perchĂ© il Maestro sa fare da SĂ©. Non volere essere tu il maestro del Maestro. Se Egli anche per quella povera donna di Elisa ha agito cosĂŹ, Ăš segno che era bene fare cosĂŹ. Lascia che i serpenti fischino e sputino a loro piacere. Non ti prendere l’affanno di volere fare da sensale fra loro e Lui, e tanto meno non ti pensare di avvilirti a stare con Lui. Anche non guarisse piĂč neppur di un raffreddore, sarebbe sempre potente. La sua parola Ăš un continuo miracolo. E mettiti in pace. Non abbiamo dietro gli arcieri! Arriveremo, va’ lĂ , arriveremo a convincere il mondo che GesĂč Ăš GesĂč. E sta’ quieto anche, che se Maria ha promesso di venire da tua madre ci verrĂ . Noi intanto andiamo pellegrinando per queste belle contrade, Ăš il nostro lavoro! »

Annotazione

Maria di Cleofa: Maria, figlia di Cleofa e moglie di Alfeo. A Nazareth c'erano diverse "Maria di Alfeo". Per renderle piĂč precise, si ricorreva a un secondo legame di parentela o di affiliazione. Troviamo questa diversitĂ  nei racconti evangelici: Giuda, il fratello di Giacomo, Giuda, l'uomo (isch) di Kerioth.

Questa donna era molto infelice. Elise, la madre afflitta. Si veda il capitolo precedente.

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EMR 210.4-6 · Volume 3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Padre Abramo mantienimi la pazienza!!! E in che ti pare che preferisca altri a te il Maestro?».

«Ma non vedi anche ora? Venuto il tempo di lasciare Betsur, dopo una sosta per istruire tre pastori che potevano benissimo essere istruiti da Isacco, ecco che chi lascia con sua Madre? Io, te? No. Lascia Simone. Un vecchio che quasi non parla! ».

«Ma che quel poco che dice lo dice sempre bene», rimbecca Tommaso, solo ormai, perché le donne con Andrea si sono separate e vanno avanti svelte come per fuggire un pezzo di via tutta sole.

210.5 I due apostoli sono cosĂŹ accalorati che non sentono venire GesĂč, perchĂ© il rumore della sua pedata si perde del tutto nel polverone della via. Ma se Lui non fa rumore, loro due urlano per dieci, e GesĂč sente. Dietro a Lui sono Pietro, Matteo, i due cugini del Signore, Filippo e Bartolomeo e i due figli di Zebedeo, che hanno fra di loro Marziam.

GesĂč dice: «Hai detto bene, Tommaso. Simone parla poco, ma quel poco lo dice sempre bene. È una mente pacata e un cuore onesto. È soprattutto una grande buona volontĂ . Per questo l’ho lasciato con mia Madre. È un vero galantuomo e insieme Ăš uno che sa vivere, che ha sofferto, e che Ăš vecchio. PerciĂČ â€“ parlo, posto che suppongo che c’ù chi gli pare ingiusta la scelta – perciĂČ era il piĂč adatto a rimanere. Non potevo, Giuda, permettere che mia Madre rimanesse sola presso una povera donna ancora malata. Ed era giusto che la lasciassi. La Madre compirĂ  l’opera da Me iniziata. Ma non potevo neppure lasciarla con i fratelli miei, nĂ© con Andrea, Giacomo o Giovanni, e neppure con te. Se non ne capisci la ragione, non so che dire ».

«PerchĂ© Ăš tua Madre, giovane, bella, e la gente ».

«No! La gente avrĂ  sempre fango nel pensiero, sulle labbra e nelle mani, e specie nel cuore, la gente disonesta che vede, in tutti, i sentimenti che ha essa; ma del suo fango Io non me ne curo. Cade da sĂ© quando Ăš secco. Ma ho preferito Simone perchĂ© Ăš vecchio e non avrebbe troppo ricordato i figli morti alla desolata. Voi giovani li avreste rievocati con la vostra gioventĂč
 Simone sa vegliare e sa non farsi sentire, non esige mai nulla, sa compatire, sa sorvegliare se stesso. Potevo prendere Pietro. Chi meglio di lui presso mia Madre? Ma Ăš troppo impulsivo ancora. Vedi che glielo dico sul viso, e lui non se ne adombra. Pietro Ăš sincero e ama la sinceritĂ  anche se a suo danno. Potevo prendere Natanaele. Ma non Ăš mai stato in Giudea. Simone invece la conosce bene, e sarĂ  prezioso per guidare la Madre a Keriot. Sa anche dove Ăš la tua casa di campagna e quella di cittĂ  e non farà ».

210.6 «Ma
 Maestro!
 Ma la Madre tua verrĂ  proprio dalla mia?».

«Ma Ú detto. E quando una cosa Ú detta si fa. Noi andremo lentamente, fermandoci ad evangelizzare per questi paesi. Non vuoi che la evangelizzi la tua Giudea?».

«Oh! sĂŹ, Maestro
 Ma credevo
 ma pensavo ».

«Ma piĂč di tutto ti creavi delle pene per delle chimere sognate da te. Alla seconda fase della luna di ziv noi saremo tutti da tua madre. Noi, ossia anche mia Madre con Simone. Per ora Ella evangelizza Betsur, cittĂ  giudea, cosĂŹ come Giovanna evangelizza Gerusalemme, e con lei lo fa una fanciulla e un sacerdote giĂ  lebbroso, cosĂŹ come Lazzaro con Marta e il vecchio Ismaele evangelizzano Betania, cosĂŹ come a Jutta evangelizza Sara e a Keriot certo parla del Messia tua madre. Non puoi certo dire che lascio la Giudea senza voci. Ma anzi do ad essa, chiusa e proterva piĂč di altre regioni, le voci piĂč dolci, quelle delle donne, oltre che quelle di Isacco santo e di Lazzaro amico. Le donne che alla parola uniscono l’arte sottile della donna, maestra nel portare gli animi al punto che vuole. Non parli piĂč? PerchĂ© quasi piangi, grande bambino capriccioso? Che ti giova avvelenarti con le ombre? Hai ancora motivo di inquietudine?

Suvvia! Parla ».

«Sono cattivo
 e Tu sei tanto buono. La tua bontĂ  mi colpisce sempre, perchĂ© Ăš sempre cosĂŹ fresca, cosĂŹ nuova
 Io
 io non so mai dire quando la trovo sul mio cammino».

«Hai detto il vero. Non lo puoi sapere. Ma Ú perché non Ú né fresca né nuova. È eterna, Giuda. È onnipresente, Giuda...»

Dettaglio

Giuda e Tommaso litigano e l'Iscariota rimprovera GesĂč di aver lasciato la Vergine Maria a Bet-çur.

Annotazione

Il secondo quarto di luna di Ziv, saremo tutti a casa di tua madre: Ziv corrisponde ad aprile/maggio.

Giovanna evangelizza Gerusalemme e con lei una ragazza e un sacerdote: si tratta di Giovanni sacerdote e Annalia. Cfr. EMV 199,4-5 e EMV 199,6.

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EMR 211

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Dettaglio

Titolo del capitolo: Ritorno a Hebron. Discorsi e miracoli nel giardino della casa di Giovanni Battista.

Data della visione: sabato 7 luglio 1945.

Calendario: domenica 9 aprile 28 (27 Nissan 3788).

Luogo (mappa) : A Hebron

Ciclo: Apostolato in Giudea

Sommario: Hebron Ăš cambiata rispetto all'anno precedente, perchĂ© il villaggio ha sentito parlare dei miracoli di GesĂč e i suoi abitanti hanno cominciato a riflettere. Dopo un breve accenno a Doras, a Jeanne de Kouza e a Sciammai, l'ex maestro di AglaĂ©, il gruppo apostolico viene a sapere che il capo della sinagoga vuole ricevere il Maestro. GesĂč acconsente e si dirigono verso la casa di Giovanni Battista. Cristo assicura al sacerdote che non gli serba rancore per averlo espulso l'anno scorso, perchĂ© allora era una persona sconosciuta e inoltre pensava di fare la cosa giusta. Da allora, Giovanni il Precursore li aveva incoraggiati ad andare dal Signore e ora volevano farlo, soprattutto perchĂ© c'erano dei malati tra loro. CosĂŹ GesĂč disse loro di radunarli e, dopo averlo fatto, li guarĂŹ. Poi cominciĂČ a parlare.

L'argomento principale del suo discorso erano i servi di Dio. Molti di loro hanno ormai degli idoli nella loro vita e per questo il male puĂČ prosperare, come nel caso di Erode che imprigiona Giovanni Battista e presto lo metterĂ  a morte. Questi servi idolatri non sanno piĂč parlare la lingua di Dio, compresi i sacerdoti del Tempio. Vogliono invece rimanere nelle loro tenebre e lasciarsi comprare dal potere e dal denaro maledetto. Ma come insegna Cristo, non c'Ăš denaro per comprare le coscienze. Al contrario, c'Ăš sempre tempo per mettersi al servizio di Dio, e GesĂč invita gli abitanti di Ebron a non deludere il loro Giovanni, ma a prepararsi alla Redenzione. Inoltre, il Salvatore promette di non serbare rancore per la scarsa accoglienza ricevuta qualche mese fa. Chiunque puĂČ seguirlo, chiede solo buona volontĂ .

Un ultimo miracolo si verifica quando arriva un uomo storpio che sembra una S. Lo guarisce, poi GesĂč va a casa del capo della sinagoga e la visione si conclude.

Contenuto del capitolo: 211,1: In un anno, l'opinione della gente di Ebron Ăš cambiata. Sono stati evangelizzati. 211,2: La casa del Battista Ăš in uno stato terribile. 211,3: Il capo della sinagoga si scusa per il passato. Il Battista invoca GesĂč. I segni del Messia. 211,4: Molteplici guarigioni. 211,5: Persecuzioni contro il Battista e il Messia. 211.6: Cosa dice la lettera di Geremia (Baruc 6) sugli idoli. 211.7: Gli idoli umani del Tempio. Eunuchi spirituali. 211.8 : Non deludere il tuo Giovanni. Non ti serbo rancore. 211.9 : Guarire Masala, l'uomo in S.

Vecchia edizione: Volume 3, capitolo 73.

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EMR 211.1 · Volume 3

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Vendicatore degli oppressi! Infatti lo sono. Ma soprannaturalmente. Nessuno vede giusto di quelli che mi vedono con lo scettro e la scure in mano, come re e giustiziere secondo lo spirito della Terra. Ma certo che Io sono venuto a liberare dalle oppressioni. Del peccato, la piĂč grave, delle malattie, delle desolazioni; dalle ignoranze e dall’egoismo. Molti impareranno che non Ăš giusto opprimere perchĂ© la sorte ha messo in alto. Ma che invece si deve usare questo alto per sollevare chi Ăš in basso».

Dettaglio

Giuda dichiara che GesĂč Ăš visto come un vendicatore degli oppressi di Ebron, e Cristo risponde.

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