EMR 192.2 · Volume 3
LâEvangelo come mi Ăš stato rivelato
Citazione
Sii sincero come un angelo
Note del tema
EMR 192.2 · Volume 3
Sii sincero come un angelo
EMR 193
Titolo del capitolo: L'arrivo a Sichem dopo due giorni di marcia.
Data della visione: lunedĂŹ 18 giugno 1945.
Calendario: martedĂŹ 21 marzo 28 (8 Nissan 3788).
Luogo (mappa) : Verso Sichem
Ciclo: Il secondo viaggio pasquale
Sintesi: il gruppo apostolico avanza verso Gerusalemme e cammina verso Sichem. Giovanni di Endor e Marziam vanno d'accordo e gravitano verso GesĂč, come due risorti che amano molto il loro Salvatore, per tutto l'amore che ha dato loro. Il bambino si rattrista solo quando vede la pianura di Esdrelon dove Ăš rimasto suo nonno.
Dopo una pausa, si rimettono in cammino, fermandosi infine in un villaggio. Il mattino seguente, proseguono il viaggio e incontrano il convoglio del Console. Valeria, Plautina e Lidia sono lĂŹ e salutano il Maestro. GesĂč disse poi a Pietro che voleva fare una deviazione attraverso il Giordano, in modo che Marziam non vedesse la montagna che aveva ucciso i suoi genitori, ma Simone di Giona convinse Cristo a proseguire verso Sichem per andare piĂč veloce e non far preoccupare la Madre; lui e Giovanni di Endor si sarebbero occupati di distrarre la bambina al momento opportuno.
Arrivarono a Sichem e trovarono un riparo. La visione termina lĂŹ.
Contenuto del capitolo: 193,1: Le due "miserie" raccolte da GesĂč. 193,2: Le difficoltĂ del viaggio da Samaria a Sichem. 193,3: Il giorno dopo, incontro con Plautina, Valeria e Lidia. 193.4: Il bambino Yabeç sarĂ affidato a Maria. 193.5: Nonostante la folla, Pietro trova riparo in un capannone di fieno.
Edizione precedente: Volume 3, capitolo 54
EMR 193.4 · Volume 3
«Viaggiano bene loro!», dice Pietro stanco e sudato. «Ma se Dio ci aiuta dopodomani sera saremo a Gerusalemme».
«No, Simone. Io non posso che deviare andando verso il Giordano».
«Ma perché, Signore?».
«Per quel bambino. à molto triste, e troppo lo sarebbe rivedendo il monte della sciagura».
«Ma non lo vediamo! O meglio, ne vediamo lâaltra parte⊠e⊠e ci penso io a tenerlo distratto. Io e Giovanni⊠Si distrae subito, povero tortorino senza nido. Andare verso il Giordano! OhibĂČ! Meglio di qui. Via diretta. PiĂč breve. PiĂč sicura. No. No. Questa, questa. Lo vedi? Anche le romane la fanno. Lungo il mare e il fiume fumano le febbri, a queste prime acque dâestate. Qui Ăš sano. E poi⊠Quando si arriva se la si allunga ancora? Pensa in che orgasmo sarĂ tua Madre dopo il brutto fatto del Battista!âŠÂ».
Pietro la vince e GesĂč acconsente.
«Riposeremo presto e bene, allora, e domani allâalba partiremo per essere dopo domani sera al Getsemani. Andremo il dĂŹ dopo, venerdĂŹ, dalla Madre, a Betania, dove scaricheremo i libri di Giovanni, che vi hanno affaticato non poco, e troveremo Isacco a cui daremo questo povero fratelloâŠÂ».
«E il bambino? Lo dai subito?».
GesĂč sorride: «No. Lo darĂČ alla Madre, che lo prepari per la âsuaâ festa. E poi lo terremo con noi per la Pasqua. Ma dopo dovremo pure lasciarlo⊠Non ti ci affezionare troppo! O meglio: amalo come fosse un tuo nato, ma con spirito soprannaturale. Tu vedi, Ăš debole e si stanca. Anche a Me sarebbe piaciuto istruirmelo e crescerlo nutrito da Me nella Sapienza. Ma Io sono lâInstancabile e JabĂ© Ăš troppo giovane e troppo debole per fare le nostre fatiche. Noi andremo per la Giudea, poi torneremo a Gerusalemme per la Pentecoste, e poi andremo⊠andremo, evangelizzando⊠Lo ritroveremo per lâestate nella nostra patria.»
Il gruppo apostolico si era appena imbattuto in alcuni romani che si recavano a Gerusalemme con lettighe e carrozze da viaggio.
EMR 194
Titolo del capitolo: Rivelazione al piccolo Yabeç (Jabé) durante il viaggio da Sichem a Beerot.
Data della visione: martedĂŹ 19 giugno 1945.
Calendario: giovedĂŹ 23 marzo 28 (10 Nissan 3788).
Luogo (mappa): A Bethel, dopo aver lasciato Sichem. Partenza per Beerot.
Ciclo: Il secondo viaggio pasquale
Sommario: Giovanni di Endor e Pietro distraggono Yabeç lungo il cammino. CosĂŹ non si accorge che stanno passando vicino al monte dove sono stati sepolti i suoi genitori. Allora GesĂč lo chiamĂČ, gli mostrĂČ i tetti d'oro del Tempio e cominciĂČ a interrogarlo sulla Parola di Dio. Il bambino piange ricordando i suoi genitori e GesĂč gli ricorda il sogno di Giacobbe, con gli angeli che salgono al cielo e scendono sulla terra. Gli promise che alla fine della sua vita non avrebbe dovuto salire quella scala, perchĂ© l'aveva giĂ salita per tutta la vita. Il Maestro gli assicurĂČ anche che sarebbe stato amato da sua Madre e dalle altre Marie, e tutte queste parole consolarono il piccolo orfano.
L'orfanello chiese infine a Cristo del Limbo e GesĂč spiegĂČ che lo avrebbe aperto una volta ottenuto il perdono del Padre. La madre di Yabeç lo avrebbe seguito in Paradiso e sarebbe stata lĂŹ nell'ora della morte del figlio. Il ragazzo si rallegrĂČ di questo pensiero e tornarono all'esame che il ragazzo avrebbe dovuto sostenere.
Dopo avergli chiesto di Dio e del sabato, il protetto di Pietro capĂŹ finalmente che GesĂč era il Cristo, il Salvatore, e rimase sbalordito. Ma GesĂč gli assicura che non deve avere paura di lui. Il gruppo fece una pausa per mangiare, dopodichĂ© l'orfano chiese che gli fosse dato un nuovo nome dal giorno in cui sarebbe diventato maggiorenne. Il Signore accolse la sua richiesta e decise che sua Madre gliene avrebbe dato uno.
Cristo chiese poi a Yabeç quali libri parlassero del Messia. Il bambino rispose che erano Daniele e Isaia e confessĂČ di preferire il primo. Nel frattempo, Giovanni di Zebedeo si unisce alla conversazione, nota che il bambino ha le sue stesse parole e GesĂč si avvia verso Berot.
Contenuti del capitolo: 194,1: Yabeç Ăš distratto da un brutto ricordo. 194.2: Dialogo tra GesĂč e Yabeç: come sarĂ la scala di Giacobbe per Yabeç. 194.3 : Il limbo sarĂ svuotato. Tuo padre e tua madre si prenderanno cura di te. 194.4: L'importanza del giorno di sabato. Yabeç riconosce Dio in GesĂč. 194.5 : RiceverĂ un nuovo nome. Il Messia nelle Scritture. 194.6: Partenza per Beeroth.
Edizione precedente: Volume 3, capitolo 55.
EMR 194.2 · Volume 3
Ecco una nuova salita molto ripida poiché, lasciata la via maestra, polverosa e affollata, la comitiva ha preferito prendere questa scorciatoia boscosa. E, giunti alla cima, ecco in lontananza splendere, già distintamente, un mare lucente, sospeso sopra un agglomerato bianco, forse case nitide di calcina.
«Jabé», chiama GesĂč, «vieni qui. Vedi quel punto dâoro? Ă la Casa del Signore. LĂ tu giurerai di ubbidire alla Legge. Ma la conosci bene?».
«La mamma me ne parlava e il padre mi insegnava i precetti. So leggere e⊠e credo sapere ciĂČ che âessiâ mi hanno detto prima di morireâŠÂ». Il bambino, che Ăš accorso con un sorriso alla chiamata di GesĂč, piange ora, col capino basso e la mano che trema nella mano di GesĂč.
«Non piangere. Senti. Sai dove siamo? Questa Ú Betel. Qui il santo Giacobbe fece il suo sogno angelico. Lo sai? Lo ricordi?».
«SĂŹ, Signore. Vide una scala che toccava dalla Terra al Cielo, e su e giĂč andavano gli angeli, e la mamma mi diceva che nellâora della morte, se si era stati sempre buoni, si vedeva la stessa cosa e si andava per quella scala alla Casa di Dio. Tante cose mi diceva la mamma⊠Ma ora non me le dirĂ piĂč⊠le ho tutte qui ed Ăš tutto quello che ho di leiâŠÂ». Le lacrime scendono sul visetto tanto triste.
«Ma non piangere cosĂŹ! Senti, JabĂ©. Ho anche Io una Madre che si chiama Maria, e che Ăš santa e buona e sa dire tante cose. Ă piĂč sapiente di un maestro, e piĂč buona e bella di un angelo. Ora andiamo da Lei. Ti vorrĂ tanto bene. Ti dirĂ tante cose. E poi con Lei Ăš la mamma di Giovanni, anche lei tanto buona e di nome Maria. E la madre di mio fratello Giuda, anche lei dolce come un pan di miele, e anche lei ha nome Maria. Ti vorranno tanto bene. Ma tanto. PerchĂ© sei un bravo bambino, e per amor mio che ti amo tanto. E poi tu crescerai con loro e fatto grande sarai un santo di Dio, predicherai come un dottore il GesĂč che ti ha ridato una madre qui, e che aprirĂ le porte dei Cieli alla tua madre morta, al padre tuo, e che te lâaprirĂ anche a te, alla tua ora. Tu non avrai neppure bisogno di salire la lunga scala dei Cieli allâora della morte. Lâavrai giĂ salita durante la vita tua, essendo un buon discepolo, e ti troverai lĂ , alla soglia aperta del Paradiso, ed Io ci sarĂČ e ti dirĂČ: âVieni, amico mio e figlio di Mariaâ e staremo insieme».
Il sorriso fulgido di GesĂč, che cammina un poco curvo per essere piĂč vicino al visetto alzato del bambino che gli cammina a lato con la manina nella sua, e il racconto meraviglioso rasciugano le lacrime e fanno spuntare un sorriso.
Libro della Genesi 28, 10-19
Gen 28, 10-19 : Giacobbe lasciĂČ Bersabea e andĂČ ad Haran. Giunto in un luogo, vi rimase tutta la notte, perchĂ© il sole era tramontato. Prese una delle pietre che si trovavano lĂŹ, ne fece il suo giaciglio e si sdraiĂČ in quel luogo. Poi fece un sogno ed ecco che una scala era posta sulla terra e la sua cima arrivava fino al cielo; ed ecco che gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa e Yahweh era in piedi in cima. Egli disse: "Io sono Yahweh, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. Io darĂČ questa terra su cui giaci a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarĂ come la polvere della terra; ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza. Ecco, io sono con voi, vi custodirĂČ dovunque andrete e vi ricondurrĂČ in questa terra. PerchĂ© non vi lascerĂČ finchĂ© non avrĂČ fatto ciĂČ che vi ho detto". "
Giacobbe si svegliĂČ dal sonno e disse: "Certamente Yahweh Ăš in questo luogo e io non lo sapevo! "E, spaventato, aggiunse: "Quanto Ăš terribile questo luogo! Questa Ăš la casa di Dio, questa Ăš la porta del cielo". "Giacobbe si alzĂČ di buon mattino, prese la pietra che aveva fatto per il suo capezzale, la eresse a monumento e versĂČ olio sulla sua sommitĂ . ChiamĂČ il luogo Bethel, ma il nome originario della cittĂ era Luz.
EMR 194.4 · Volume 3
Dio Ăš uno Spirito eterno, uno e trino, e la seconda Persona ha preso carne per amore di noi, poveri.
EMR 194.5 · Volume 3
«Oh! Signore! Signore! E mi vuoi bene tanto?».
«SÏ, Jabé».
«No. PiĂč JabĂ©. DĂ mmi un nome che voglia dire che Tu mi hai amato, che Tu mi hai salvatoâŠÂ».
«Il nome lo sceglierĂČ insieme alla Madre. Va bene?».
«Ma che voglia proprio dire cosĂŹ. E lo prenderĂČ dal giorno che diventerĂČ figlio della Legge».
«Lo prenderai da quel giorno».
Yabeç, un orfano accolto da GesĂč, ha appena scoperto di essere il Messia e capisce perchĂ© aprirĂ la porta del Limbo.
EMR 194.5 · Volume 3
«Tutti i pargoli di cuore parlano uguale».
«SĂŹ. PerchĂ© le loro parole vengono da unâunica sapienza.»
EMR 195
Titolo del capitolo: Una lezione di Giovanni di En-Dor a Giuda. L'ingresso a Gerusalemme.
Data della visione: mercoledĂŹ 20 giugno 1945
Calendario: venerdĂŹ 24 marzo 28 (11 Nissan 3788)
Luogo (mappa): Da Beerot a Gerusalemme.
Ciclo: Il secondo viaggio pasquale
Sommario: Piove. Mentre Pietro e Yabeç sono di buon umore, Giuda non lo Ăš e brontola. Giovanni di Endor inizia a discutere con lui, ma l'Iscariota non Ăš dell'umore giusto per farsi dare lezioni e fa notare che Ăš un apostolo. Giovanni risponde che non si sa mai cosa si diventerĂ : pensava di finire la sua vita come onesto precettore a Cinthium, prima di trasformarsi in un assassino. Quindi ognuno puĂČ imparare dall'esperienza degli altri, e Giovanni Ăš particolarmente felice perchĂ© ha trovato GesĂč.
Giuda crede di non conoscere altra sapienza se non quella di Israele, ma l'ex prigioniero ritiene che avere la sapienza di Dio sia meglio, e che sia come una giornata di sole rispetto a una di nebbia. Crede anche che GesĂč sia Dio - perchĂ© Giuda glielo fa notare - ma non osa ancora parlare familiarmente con il Maestro. Crede, perĂČ, che il Signore ascolti la sua anima che piange con gratitudine. GesĂč lo conferma e lo incoraggia a parlare con se stesso. Giuda ribatte allora che un giorno gli disse di non parlare con se stesso, cosa che Cristo conferma, ma perchĂ© l'uomo di Kerioth stava calunniando il suo io interiore. In questo caso, Giovanni sta parlando con se stesso per meditare, il che Ăš eccellente.
Giuda Ăš agitato e aggressivo e GesĂč gli fa notare che il suo cuore Ăš cupo come il tempo. Ma gli fa notare che presto tornerĂ il sole e l'apostolo si allontana di cattivo umore. Bartolomeo si chiede cosa non vada in lui e Pietro viene a sapere che il Maestro Ăš stato mancato di rispetto, cosa che mette subito in agitazione il fratello di Andrea. Ma GesĂč lo rassicura e finalmente Simone di Giona riporta la sua attenzione sul bambino. Infine, il gruppo apostolico entra a Gerusalemme per la Pasqua.
Contenuti del capitolo: 195,1: L'esperienza di Giovanni d'Oro e di Giuda si scontrano in due concezioni. 195.2: GesĂč conferma la saggezza di Giovanni d'Oro. 195,3: Gli apostoli reagiscono alla rabbia di Giuda. GesĂč evita di provocare la suscettibilitĂ di Pietro. 195.4: La folla e il gruppo apostolico entrano a Gerusalemme.
Edizione precedente: Volume 3, capitolo 56
EMR 196
Titolo del capitolo : Il sabato del Getsemani. GesĂč ricorda l'infanzia di sua Madre e classifica i diversi amori in base alla loro potenza.
Data della visione: giovedĂŹ 21 giugno 1945
Calendario: sabato 25 marzo 28 (12 Nisan 3788).
NB: Il 25 marzo Ăš il giorno in cui la Chiesa commemora l'Annunciazione.
Luogo (mappa): Getsemani
Ciclo: Il secondo viaggio di Pasqua
Sommario: A venire
Contenuto del capitolo: 196,1: Yabeç avrĂ una veste nuova. 196.2: Cosa dirĂ Maria di questo bambino? 196.3: Ricorda Gioacchino che spiega, attraverso la parabola dell'uccello caduto dal nido, come il Salvatore lo abbia amato senza peccato. 196.4: Le tre potenze dell'amore: quello di Dio, dei genitori, degli sposi. 196.5 : Questi tre amori come erano prima della colpa. 196.6 : Poi l'amore per il prossimo, la scienza e il lavoro, e basta. 196.7: Come GesĂč venne a sapere dell'infanzia di Maria. Una lezione di castitĂ dalla giovanissima Maria. 196.8: Gioacchino profetizzĂČ grandi veritĂ su Maria, sua figlia. 196,9: Yabeç incontrerĂ Maria prima di andare al Tempio.
Vecchia edizione: Volume 3, capitolo 57.