EMR 161.1
LâEvangelo come mi Ăš stato rivelato
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EMR 174.16 · Volume 3
LâIscariota Ăš rimasto pensieroso in un angolo. GesĂč lo chiama. Tre volte, perchĂ© non sente. Infine si volge. «Mi vuoi, Maestro?», chiede.
«SĂŹ. Vaâ tu pure a prendere il tuo cibo e ad aiutare i compagni».
«Non ho fame. E neppure Tu».
«Neppure Io. Ma per opposti motivi. Sei turbato, Giuda?».
«No, Maestro. StancoâŠÂ».
«Ora andiamo sul lago e poi in Giudea, Giuda. E da tua madre. Te lâho promessoâŠÂ».
Giuda si rianima. «Vieni proprio con me solo?».
«Ma certo. Voglimi bene, Giuda. Io vorrei che il mio amore fosse in te al punto da preservarti da ogni male».
«Maestro⊠sono uomo. Non sono angelo. Ho attimi di stanchezza. à peccato aver bisogno di dormire?».
«No, se tu dormi sul mio petto. Guarda lĂ la gente come Ăš felice e come Ăš lieto il paesaggio da qui. PerĂČ deve essere molto bella anche la Giudea, in primavera».
«Bellissima, Maestro. Solo lĂ , sulle montagne, che sono piĂč alte di qui, Ăš piĂč tardiva. Ma vi sono fiori bellissimi. I pometi sono uno splendore. Il mio, cura particolare della mamma, Ăš uno dei piĂč belli. E quando ella vi cammina, coi colombi che le corrono dietro per avere grano, credi che Ăš una vista che placa il cuore».
«Lo credo. Se mia Madre non sarà troppo stanca mi piacerebbe portarla dalla tua. Si amerebbero perché sono due buone».
Giuda, sedotto da questa idea, torna sereno e, dimenticandosi di «non aver fame e di essere stanco», corre dai compagni ridendo allegro e, alto come Ăš, slaccia i nodi piĂč alti senza fatica e si mangia il suo pane e ulive, allegro come un fanciullo.
GesĂč lo guarda con compassione e poi si avvia verso gli apostoli.
Maria Maddalena irrompe sul Monte delle Beatitudini. A quel tempo era una grande peccatrice. Dopo che GesĂč le ebbe parlato, se ne andĂČ infuriata. Dopo il suo discorso, GesĂč andĂČ a trovare Giuda.
Te l'ho promesso: richiamo alla promessa fatta a Giuda in EMV 139,1.
Solo che laggiĂč sulle montagne, che sono piĂč alte di qui, la primavera arriva piĂč tardi. Esattamente: la differenza Ăš di 3 o 4 settimane.
Se mia madre non Ăš troppo stanca, sarei felice di portarla da voi. Si amerebbero, perchĂ© sono entrambe brave persone. GesĂč vuole associare le due madri che dovranno soffrire tanto.
EMR 179.7 · Volume 3
Mentre le due barche fanno poca via sul fiume per poi fermarsi presso la sponda, GesĂč si siede chiedendo al discepolo novello: «Chi resta, ora, a casa tua?».
«Mia madre col fratello maggiore, sposato da cinque anni. Le sorelle sono sparse per la regione. Mio padre era molto buono. E mia madre lo piange desolatamente». Il giovane si arresta bruscamente, perché sente che un singhiozzo gli monta dal cuore.
GesĂč lo afferra per una mano e dice: «Ho conosciuto Io pure questo dolore ed ho visto piangere mia Madre. Ti capisco perciĂČâŠÂ».
EMR 180.7 · Volume 3
Alla porta viene bussato violentemente.
«Ma chi puĂČ essere a questâora?», dice Pietro alzandosi per aprire.
Si presenta Giovanni. Stravolto, impolverato, con chiari segni di pianto sul viso.
«Tu qui?», gridano tutti. «Ma che Ú accaduto?».
GesĂč, che si Ăš alzato, dice solo: «La Madre dove Ăš?».
E Giovanni, venendo avanti e andando a inginocchiarsi ai piedi del suo Maestro, tendendo le braccia come per avere soccorso, dice: «La Madre sta bene, ma Ăš in pianto come me, come tanti, e ti prega di non venire seguendo il Giordano dalla parte nostra. Mi ha mandato indietro per questo, perché⊠perchĂ© Giovanni tuo cugino Ăš stato preso prigioneâŠÂ». E Giovanni piange mentre molto subbuglio si solleva fra i presenti.
GesĂč impallidisce profondamente ma non si agita. Solamente dice: «Alzati e racconta».
«Andavo in giĂč con la Madre e le donne. Anche Isacco e Timoneo erano con noi. Tre donne e tre uomini. Ho ubbidito al tuo ordine di condurre Maria da Giovanni⊠ah! Tu lo sapevi che era lâultimo addio!⊠Che doveva essere lâultimo addio⊠Il temporale di giorni or sono ci ha fatto sostare di poche ore. Ma sono bastate perchĂ© Giovanni non potesse piĂč vedere Maria⊠Noi siamo arrivati allâora di sesta e lui era stato catturato al gallicinioâŠÂ».