EMR 168.2
LâEvangelo come mi Ăš stato rivelato
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Note della parola chiave
EMR 168.2
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EMR 168.6
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EMR 170.8
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EMR 174.10 · Volume 3
Essere tentati non Ăš male. Lâatleta si prepara alla vittoria con la lotta. Ma il male Ăš essere vinti perchĂ© impreparati e disattenti. Lo so che tutto serve a tentare. Lo so che la difesa snerva. Lo so che la lotta stanca. Ma, suvvia, pensate cosa vi acquistano queste cose. E vorreste per unâora di piacere, di qual che sia genere, perdere unâeternitĂ di pace? Cosa vi lascia il piacere della carne, dellâoro e del pensiero? Nulla. Cosa vi acquista il ripudiarli? Tutto.
EMR 174.18 · Volume 3
Ă vero che Ăš detto che i deformi non possono piĂč servire Dio nel Tempio. Ma oltre la vita i deformi per nascita, che siano santi, o i deformi per virtĂč, diverranno belli piĂč degli angeli e serviranno Dio, amandolo nella gioia del Cielo.
EMR 174.19 · Volume 3
Solo la morte rompe il matrimonio. Ricordatevelo. E se avete fatto una scelta infelice, portatene le conseguenze come una croce, essendo due infelici, ma santi, e senza fare maggiori infelici nei figli, che sono gli innocenti che piĂč soffrono di queste disgraziate situazioni.
EMR 174.21 · Volume 3
Molto vi ho detto, figli miei. Ascoltate le mie parole; chi le ascolta e le mette in pratica Ăš paragonabile ad un uomo riflessivo che, volendo costruire una casa, scelse un luogo roccioso. Certo faticĂČ a costruire le basi. Dovette lavorare di piccone e scalpello, incallirsi le mani e stancarsi le reni. Ma poi potĂ© colare le sue calcine negli spacchi della roccia e mettervi i mattoni serrati come in una muraglia di fortezza, e la casa crebbe solida come un monte. Vennero le intemperie, i nubifragi, le piogge fecero traboccare i fiumi, i venti fischiarono, le onde percossero, ma la casa resistette a tutto. CosĂŹ Ăš colui che ha una ben fondata fede. Invece chi ascolta con superficialitĂ e non si sforza di incidersi nel cuore le mie parole, perchĂ© sa che per fare ciĂČ dovrebbe fare fatica, provare dolore, estirpare troppe cose, Ăš simile a chi per pigrizia e stoltezza edifica la sua casa sulla rena. Non appena vengono le intemperie, la casa, presto costruita, presto cade, e lo stolto si guarda desolato le sue macerie e la rovina del suo capitale. E qui Ăš piĂč che una rovina, riparabile ancora con spesa e fatica. Qui, crollato lâedificio mal costruito di uno spirito, nulla piĂč vi resta per riedificarlo. Nellâaltra vita non si edifica. Guai a presentarsi lĂ con delle macerie!