«(...) Perché dare scandalo mostrando sprezzo alla Legge? Per dire: “Seguitemi” occorre camminare. Per portare su via santa bisogna fare la stessa via. Come avrei potuto, o come potrei dire: “Siate fedeli”, se infedele fossi Io?».
«Credo che questo errore sia la causa della nostra decadenza. I rabbi e i farisei accasciano il popolo sotto i precetti e poi… poi fanno come quello che ha profanato la casa di Giovanni facendone un luogo di vizio», osserva Simone.
«È un di Erode…», ribatte l’Iscariota[3].
«Sì, Giuda. Ma le stesse colpe sono anche nelle caste che si dicono, da sé se lo dicono, sante. Che ne dici, Maestro?», dice Simone.
«Dico che solo se vi sarà un pugno di vero lievito e di vero incenso in Israele, si formerà il pane e si profumerà l’altare».
«Che vuoi dire?».
«Voglio dire che, se vi sarà chi verrà alla Verità con cuore retto, la Verità si spargerà come lievito nella massa della farina e come incenso per tutto Israele».
A qualcuno sembrerà inutile, umano, impossibile quanto illustro. Sono i soliti che negano le fasi umane della vita di Gesù, e di Me fanno una cosa tanto fuor della vita umana da esser solo cosa divina. Dove va allora la Ss. Umanità, dove il sacrificio della Seconda Persona a vestire una carne? Oh! che invero ero Uomo fra gli uomini. Ero l’Uomo. E perciò soffrivo di vedere il traditore e gli ingrati. E perciò gioivo di chi mi amava o a Me si convertiva. E perciò fremevo e piangevo davanti al cadavere spirituale di Giuda. Ho fremuto e pianto davanti al morto amico. Ma sapevo che l’avrei chiamato alla vita e gioivo di vederlo già con lo spirito nel Limbo. Qui… qui avevo di fronte il Demonio. E di più non dico.
Tu seguimi, Giovanni. Diamo agli uomini anche questo dono. E poi… Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e si sforzano di fare ciò che essa dice. Beati quelli che vogliono conoscermi per amarmi. In loro e a loro Io sarò benedizione».
Gesù salì al Tempio di Gerusalemme con Simone lo Zelota per pregare il Padre. Non aveva intenzione di predicare lì. Leggero riferimento ai pastori di Betlemme. Gesù pianifica quello che faranno: andare a vedere Giona, andare a Nazareth, poi a Cafarnao. Si incontreranno anche con gli altri discepoli. Parlano dell'anima, poi della bella Galilea, di Nazareth e di Maria. Giuda predica agli uomini del Tempio. Simone si pente per aver pensato male di lui in EMV 83. I due uomini vanno poi incontro a Giovanni nell'orto degli ulivi, nel Getsemani. Lì incontra la madre di Annalia, Elise, e la incoraggia a recarsi da Gesù perché sua figlia è molto malata.
Levi e Giuseppe, i pastori, sono con Gesù; ci sono anche Giovanni, Simone lo Zelota e Giuda. Arrivano alla pianura di Esdrelon. Mentre Levi va avanti per avvertire Giona, Gesù rimane solo con Giovanni. L'amato gli dice che preferisce la sua barca ai duri tormenti inflitti da Doras e Gesù, scherzando a metà, gli chiede se davvero preferisce la sua barca. Giovanni risponde impulsivamente che Cristo la preferisce, perché è l'Amore sulla Terra. Gesù allora si prende il tempo di spiegargli che l'Amore ha fame d'amore e che pochi uomini sapranno amare Dio come dovrebbero. Amare è l'essenza di Giovanni e il Signore porta l'esempio del grano che si dona a tutti, nutrendo i suoi fratelli e sorelle. Questa dolce conversazione termina e arriva Giona. Il pastore maltrattato è felice di rivedere il suo Maestro. Parlano di Maria, poi degli abusi di Doras. Gesù lo incoraggia a rimanere al suo posto, a continuare a santificare se stesso e gli altri. Potrà continuare a evangelizzare tra i poveri che incontra. Infine, il Signore va a trovare gli altri lavoratori di Doras con il suo fedele amico.