Conoscete abbastanza la Legge per sapere i suoi dieci comandi? Anche tu, bambino? E allora avete sufficienza di sapere. Se voi praticherete con fedeltà quanto Dio ha dato per comando sarete santi.
Vi insegna una grande, anzi molte grandi virtù questo gregge. Esso è mansueto e ubbidiente. Di poco si accontenta ed è grato per ciò che ha. Sa amare e riconoscere chi lo cura ed ama. Fate altrettanto dicendo: “Dio è il nostro Pastore e noi siamo le sue pecore. Il suo occhio è su noi. Egli ci tutela e ci concede non ciò che è fonte di vizio ma necessità di vita”.
Fanciullo, ricorda che non sei mai solo. Dio ti vede e lo spirito di tuo padre pure. Quando qualcosa ti turba e ti consiglia a fare il male, di’: “No. Non voglio essere orfano in eterno”. Lo saresti se dannassi il tuo cuore col peccato.
Ogni cuore è un piccolo regno di Dio sulla Terra. Dopo, oltre la morte, tutti questi piccoli regni si agglomerano in uno solo, nello smisurato, santo, eterno Regno dei Cieli.
Amate e sarete amati. Amate e vi compatirete. Amate e non sarete crudeli volendo più di quanto non sia lecito da chi vi è sottoposto. Amore e sincerità per ottenere la pace e la gloria dei Cieli. Altrimenti, (...) ogni vostra azione, fatta mentendo all’amore e alla verità, vi si muterà in paglia per il vostro letto infernale.
Il figlio del popolo di Dio deve sapersi contenere, e nell’ubbidienza e nella prudenza perfezionare sé stesso, avendo presente la sua origine e il suo fine: Dio e il Cielo.
La ragione naturale è di non eccitare il sangue con cibi che portano a calori indegni dell’uomo, al quale non è negato l’amore anche carnale, ma che deve temperarlo sempre con la freschezza dell’anima tendente al Cielo, fare perciò un amore, non una sensualità, di quel sentimento che unisce l’uomo alla compagna, nella quale deve vedere la sua simile e non la femmina.