«Maestro, Saul è morto investito dallo Spirito di Dio. Noi che l’abbiamo toccato siamo mondi o immondi?».
«Immondi».
«E Tu?».
«Io come gli altri. Non muto la Legge. La legge è legge e l’israelita la osserva. Immondi siamo. Entro il terzo giorno e il settimo ci purificheremo. Sino allora, immondi siamo. Giuda, Io non torno da tua madre. Non porto immondezza nella sua casa. Fàlla avvisare da chi può farlo. Pace a questa città. Andiamo».
Perché dare scandalo mostrando sprezzo alla Legge? Per dire: “Seguitemi” occorre camminare. Per portare su via santa bisogna fare la stessa via. Come avrei potuto, o come potrei dire: “Siate fedeli”, se infedele fossi Io?.
Misero quel servo del Signore che pensa al suo trionfo e non a quello di Dio! Che cerca averne utile, che sogna mettersi in alto su un trono fatto… oh! fatto degli interessi di Dio, avviliti sino a toccare il suolo, essi che sono celesti interessi. Non è più servo, costui, anche se ne ha l’aspetto esterno. È un mercante, un trafficante, un falso che inganna sé, gli uomini e vorrebbe ingannare Dio… uno sciagurato che si crede principe ed è schiavo… È del Demonio, il suo re di menzogna.
Qui ho sentito la stanchezza dell’eroe e dell’asceta, che in un’ora di premonizione si rende cognito dell’inutilità del suo sforzo… Ho pianto… La tristezza… richiamo magico per Satana. Non è peccato esser tristi se l’ora è penosa. È peccato cedere oltre alla tristezza e cadere in inerzia o in disperazione.
«La benedizione opera e dura se gli animi rimangono fedeli alla Legge di Dio ed alla mia dottrina. In caso contrario la grazia cessa. Ed è giusto. Perché se è vero che Dio dà sole e aria tanto ai buoni come ai cattivi, perché vivano, e se buoni si facciano migliori, se cattivi si convertano, è anche giusto che altrove si volga la protezione del Padre, a castigo di chi è malvagio, per richiamarlo, con delle pene, al ricordo di Dio».