EMR 64.1.3-4.5
LâEvangelo come mi Ăš stato rivelato
Citazione
64.1 Vedo le rive del lago di Genezaret. E vedo le barche dei pescatori tratte a riva; sulla riva e addossati ad esse sono Pietro e Andrea, intenti a rassettare le reti, che i garzoni portano loro stillanti dopo averle sciacquate nel lago dai detriti rimasti impigliati in esse. A una distanza di un dieci metri Giovanni e Giacomo, curvi sulla barca loro, sono intenti a mettere ordine nella stessa, aiutati da un garzone e da un uomo sui cinquanta o cinquantacinque anni, che penso esser Zebedeo, perché il garzone lo chiama «padrone» e perché Ú somigliantissimo a Giacomo.
Pietro e Andrea, con le spalle alla barca, lavorano silenziosi a riannodare fili e i sugheri di segnale. Solo ogni tanto scambiano qualche parola circa il loro lavoro che, a quel che capisco, Ăš stato infruttuoso.
Pietro se ne rammarica non per la borsa vuota nĂ© per la fatica inutile, ma dice: «Mi spiace perché⊠come faremo a dare un cibo a quei poverelli? A noi non vengono che rade offerte, e quei dieci denari e sette dramme che abbiamo raccolto in questi quattro giorni io non le tocco. Solo il Maestro mi deve indicare a chi e come vanno date quelle monete. E fino a sabato Egli non torna! Se avevo fatto buona pesca!⊠Il pesce piĂč minuto me lo cucinavo e lo davo a quei poveri⊠e se câera chi brontolava in casa non me ne faceva niente. I sani possono andare a cercarlo. Ma i malati!âŠÂ».
«Quel paralitico, poi!⊠Hanno giĂ fatto tanta strada per portarlo quiâŠÂ», dice Andrea. (...)
[GesĂč torna dai suoi discepoli e il Maestro tiene un sermone nella casa del suo apostolo.]
La gente si affolla nello stanzone posteriore adibito alle reti, canapi, ceste, remi, vele e provviste. Si vede che Pietro lâha messo a disposizione di GesĂč, ammucchiando tutto in un angolo per fare posto. Il lago non si vede da qui. Se ne ode solo il fiotto lento. E si vede invece solo il muretto verdastro dellâorto, dalla vecchia vite e dal fico fronzuto. Gente Ăš persino nella strada, traboccando dalla stanza nellâorto e da questo alla via.
64.4 GesĂč comincia a parlare. In prima fila â si sono fatti largo con prepotenza di gesto e in grazia del timore che la folla popolana ha di loro â sono cinque persone⊠altolocate. Paludamenti, ricchezza di vesti e superbia li denunciano per farisei e dottori. (...)
[GesĂč conclude la sua predica e il suo discorso Ăš terminato.]
«Maestro», grida Pietro di fra la calca, «qui vi sono i malati. Due possono attendere che Tu esca, ma questo Ăš pigiato fra la folla e poi⊠non puĂČ piĂč stare. E passare non possiamo. Lo rimando?».
«No. Calatelo dal tetto».
«Dici bene. Lo facciamo subito».
Si sente scalpicciare sul tetto basso dello stanzone che, non essendo vera parte della casa, non ha sopra la terrazza cementata, ma solo un tettuccio di fascine coperte da scaglie simili a lavagna. Non so che pietra fosse. Si forma unâapertura, e a mezzo di corde viene calata la barellina su cui Ăš lâinfermo. Viene proprio calata davanti a GesĂč. La gente si aggruppa piĂč ancora per vedere.
«Hai avuto gran fede e con te chi ti ha portato!».
«Oh! Signore! Come non averla in Te?».
«Orbene, Io ti dico: figlio (lâuomo Ăš molto giovane), ti sono rimessi tutti i tuoi peccati».
Lâuomo lo guarda piangendo⊠Forse resta un poco male perchĂ© sperava guarire nel corpo.
I farisei e dottori bisbigliano fra loro arricciando naso, fronte e bocca con sdegno.
«PerchĂ© mormorate, piĂč ancor nel cuore che sul labbro? Secondo voi Ăš piĂč facile dire al paralitico: âTi sono rimessi i tuoi peccatiâ, oppure: âAlzati, prendi il lettuccio e camminaâ? Voi pensate che solo Dio puĂČ rimettere i peccati. Ma non sapete rispondere quale Ăš la piĂč grande cosa, perchĂ© costui, perduto in tutto il corpo, ha speso sostanze senza poter essere sanato. Non lo puĂČ se non da Dio. Or perchĂ© sappiate che tutto Io posso, perchĂ© sappiate che il Figlio dellâuomo ha potere sulla carne e sullâanima, sulla Terra e nel Cielo, Io dico a costui: âAlzati. Prendi il tuo letto e cammina. Vaâ a casa tua e sii santoâ».
Lâuomo ha una scossa, un grido, si alza in piedi, si getta ai piedi di GesĂč, li bacia e carezza, piange e ride e con lui i parenti e la folla, che poi si divide per farlo passare come in trionfo e lo segue festante. La folla, non i cinque astiosi che se ne vanno tronfi e duri come pioli.
Annotazione
Matteo 9:1-8
GesĂč salĂŹ su una barca, rifece la traversata e andĂČ nella sua cittĂ natale, Cafarnao.
Ecco, gli fu portato un uomo paralitico, che giaceva su una barella. Vedendo la loro fede, GesĂč disse al paralitico: "Fidati, figlio mio, i tuoi peccati sono perdonati". Ed ecco che alcuni scribi dicevano tra loro: "Quest'uomo bestemmia".
Ma GesĂč, conoscendo i loro pensieri, chiese: "PerchĂ© fate pensieri cattivi? PerchĂ© cosa Ăš piĂč facile? Dire: "I tuoi peccati sono perdonati", o dire: "Alzati e cammina"? Ebbene, affinchĂ© sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra... - Allora GesĂč disse all'uomo paralizzato: "Alzati, prendi la tua barella e vai a casa". Egli si alzĂČ e andĂČ a casa.
Quando le folle lo videro, rimasero atterrite e diedero gloria a Dio, che aveva dato un tale potere agli uomini.
Marco 2, 1-12
Qualche giorno dopo, GesĂč tornĂČ a Cafarnao e giunse la notizia che era in casa. Si era radunata cosĂŹ tanta gente che non c'era piĂč posto, nemmeno davanti alla porta, ed egli stava predicando la Parola a tutti.
Arrivarono alcune persone e gli portarono un uomo paralizzato, portato da quattro uomini. Non potendo avvicinarsi a lui a causa della folla, scoperchiarono il tetto sopra di lui, fecero un'apertura e calarono la barella su cui giaceva il paralitico. Vedendo la loro fede, GesĂč disse al paralitico: "Figlio, i tuoi peccati sono perdonati".
Ma alcuni scribi, seduti lĂŹ, pensavano tra loro: "PerchĂ© quest'uomo parla cosĂŹ? Egli bestemmia. Chi puĂČ perdonare i peccati se non Dio? Subito GesĂč vide nella sua mente quello che stavano pensando, cosĂŹ disse loro: "PerchĂ© pensate cosĂŹ? Che cosa Ăš piĂč facile? Dire a quest'uomo paralizzato: "I tuoi peccati sono perdonati", o dirgli: "Alzati, prendi la tua barella e cammina"? Ebbene! AffinchĂ© sappiate che il Figlio dell'uomo ha l'autoritĂ di perdonare i peccati sulla terra... - GesĂč disse all'uomo paralizzato: "Ti dico di alzarti, prendi la tua barella e vai a casa". Egli si alzĂČ, prese subito la sua barella e uscĂŹ davanti a tutti. Tutti erano stupiti e davano gloria a Dio, dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile".
Luca 5:17-26
Un giorno, mentre GesĂč insegnava, erano presenti farisei e maestri della Legge da tutti i villaggi della Galilea e della Giudea, e anche da Gerusalemme; e la potenza del Signore era all'opera per fargli compiere guarigioni.
Arrivarono alcune persone che portavano su una barella un uomo paralizzato; cercavano di portarlo dentro per metterlo davanti a GesĂč. Ma non vedendo come fare a causa della folla, salirono sul tetto e, scostando le tegole, lo calarono con la barella proprio davanti a GesĂč. Quando vide la loro fede, disse: "Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati". Gli scribi e i farisei cominciarono a ragionare: "Chi Ăš quest'uomo? Dice bestemmie! Chi puĂČ perdonare i peccati, se non Dio? Ma GesĂč, comprendendo i loro pensieri, rispose loro: "PerchĂ© avete questi pensieri nel cuore? Che cosa Ăš piĂč facile? Dire: "I tuoi peccati sono perdonati", o dire: "Alzati e cammina"? Ebbene! AffinchĂ© sappiate che il Figlio dell'uomo ha autoritĂ sulla terra per rimettere i peccati", GesĂč si rivolse all'uomo paralizzato: "Ti dico di alzarti, prendi la tua barella e torna a casa tua".
Subito si alzĂČ davanti a loro, prese il suo lettuccio e se ne andĂČ a casa, rendendo gloria a Dio. Erano tutti stupiti e rendevano gloria a Dio. Pieni di paura, dissero: "Oggi abbiamo visto cose straordinarie!