Dice Maria:
«A chi riconosce il suo fallo e se ne pente e accusa con umiltà e cuor sincero, Dio perdona. Non perdona soltanto, compensa. Oh! il mio Signore quanto Ú buono con chi Ú umile e sincero! Con chi crede in Lui e a Lui si affida!
24.7 Sgombrate il vostro spirito da quanto lo rende ingombro e pigro. Fatelo disposto ad accogliere la Luce. Come faro nelle tenebre, Essa Ăš guida e conforto santo.
Amicizia con Dio, beatitudine dei suoi fedeli, ricchezza che nessuna altra cosa uguaglia, chi ti possiede non Ăš mai solo nĂ© sente lâamaro della disperazione. Non annulli il dolore, santa amicizia, perchĂ© il dolore fu sorte di un Dio incarnato e puĂČ esser sorte dellâuomo. Ma rendi questo dolore dolce nel suo amaro e vi mescoli una luce e una carezza che, come tocco celeste, sollevano la croce.
E quando la BontĂ divina vi dĂ una grazia, usate del bene ricevuto per dar gloria a Dio. Non siate come dei folli che di un oggetto buono si fanno arma nociva, o come i prodighi che di una ricchezza si fanno una miseria.
24.8 Troppo dolore mi date, o figli, dietro ai cui volti vedo apparire il Nemico, colui che si scaglia contro il mio GesĂč. Troppo dolore! Vorrei esser per tutti la Sorgente della Grazia. Ma troppi fra voi la Grazia non la vogliono. Chiedete âgrazieâ, ma con lâanima priva di Grazia. E come puĂČ la Grazia soccorrervi se voi le siete nemici?
24.9 Il grande mistero del VenerdĂŹ santo si approssima. Tutto nei templi lo ricorda e celebra. Ma occorre celebrarlo e ricordarlo nei vostri cuori e battersi il petto, come coloro che scendevano dal Golgota, e dire: âCostui Ăš realmente il Figlio di Dio, il Salvatoreâ, e dire: âGesĂč, per il tuo Nome, salvaciâ, e dire: âPadre, perdonaciâ. E dire infine: âSignore, io non son degno. Ma se Tu mi perdoni e vieni a me, la mia anima sarĂ guarita, ed io non voglio, no, non voglio piĂč peccare, per non tornare ammalato e in odio a Teâ.
Pregate, figli, con le parole del Figlio mio. Dite al Padre pei vostri nemici: âPadre, perdona loroâ. Chiamate il Padre che si Ăš ritirato sdegnato dei vostri errori: âPadre, Padre, perchĂ© mi hai Tu abbandonato? Io sono peccatore. Ma se Tu mi abbandoni, perirĂČ. Torna, Padre santo, che io mi salviâ. Affidate, allâUnico che lo puĂČ conservare illeso dal demonio, il vostro eterno bene, lo spirito vostro: âPadre, nelle tue mani confido lo spirito mioâ. Oh! che se umilmente e amorosamente cedete il vostro spirito a Dio, Egli ve lo conduce come un padre il suo piccino, nĂ© permette che nulla allo spirito vostro faccia male.
GesĂč, nelle sue agonie, ha pregato per insegnarvi a pregare. Io ve lo ricordo in questi giorni di Passione.
24.10 E tu, Maria, tu che vedi la mia gioia di Madre e te ne estasi, pensa e ricorda che ho posseduto Dio attraverso ad un dolore sempre crescente. Ă sceso in me col Germe di Dio e come albero gigante Ăš cresciuto sino a toccare il Cielo con la vetta e lâinferno con le radici, quando ricevetti nel grembo la spoglia esanime della Carne della mia carne, e ne vidi e numerai gli strazi e ne toccai il Cuore squarciato per consumare il Dolore sino allâultima stilla».