Note della parola chiave

Sintesi dell'EMV

Tema: Parole chiave principali e trasversali 🌟 · Pagina 14 di 22

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EMR 131

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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GesĂč ci insegna a non rubare e a non invidiare gli altri. In particolare, ritorna sulle origini dell'invidia, con Lucifero, Adamo ed Eva, Caino e Abele. Il Signore ci chiede anche di essere semplici come gli uccelli, di avere fiducia in Dio e nella sua Provvidenza. Su richiesta di altri, parla del peccato di Erode e della prostituzione. Poi guarisce un uomo quasi cieco.

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EMR 132

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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Nel suo discorso, GesĂč parla del Primo Libro dei Maccabei, con la Festa della Dedicazione. Ci invita a seguire le basi della Legge per santificarci, cioĂš il Decalogo. Poi spiega che dobbiamo purificarci (attraverso il pentimento), mettere Dio nel nostro cuore e avere un nuovo altare, sapendo che Cristo prega con noi il Padre e che non dobbiamo avere paura di avvicinarci a lui. Quando ebbe finito, parlĂČ con Pietro, che si rammaricava di non saper parlare, ma GesĂč gli confermĂČ il suo primato spirituale. Il suo apostolo chiese anche se poteva avere un figlio, ma GesĂč gli disse di no: piuttosto, il suo Vicario avrebbe avuto migliaia di figli spirituali. Il Maestro gli assicura anche che sarĂ  in grado di parlare quando sarĂ  il momento e lo manda a vendere un anello prezioso.

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EMR 133

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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GesĂč parla con Andrea. Gli parla degli uccelli e poi del suo lavoro silenzioso ed efficace. Andrea Ăš il modello ideale di sacerdote. Poi Giovanni, Simone e Giuda, che erano andati a Gerusalemme, tornano con una lettera di Maria, la madre di GesĂč. Apprendono che i farisei hanno intenzione di venire qui, sorprenderlo e accusarlo. Gli apostoli non si sentono ancora pronti ad affrontare il Sinedrio e a chiedere a Cristo di andarsene. Finalmente aprono i doni fatti dalle mogli dei discepoli. Ma GesĂč Ăš preoccupato, sofferente, e decide di affrettare la loro partenza, poichĂ© non deve ancora essere preso. Preparano le loro cose per andare a Docco, poi a Betania.

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EMR 134

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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Marianna, una madre morente che ha dato alla luce sei figli, viene guarita. Ha una malattia al seno (forse un cancro?). GesĂč viene a guarirla, perchĂ© la suocera Ăš andata a cercare GesĂč a Belle-Eau, alla fine della EMV 131. Alla fine, Cristo chiede a Giuda di comprare loro del cibo per i prossimi giorni, poichĂ© sono molto poveri. Giuda gli chiede poi di dare un po' del suo denaro, perchĂ© sta diventando buono e vuole liberarsi del suo fascino per il denaro.

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EMR 136

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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A Betania si celebra la Festa delle Encenie, nota anche come Festa della Luce o Festa della Dedicazione. È il primo compleanno di GesĂč senza sua madre. Cristo vaga nel giardino, ascoltando un usignolo. Poi, dopo aver benedetto il Padre per questo canto, trascorre un po' di tempo con Simone, parlandogli del Paradiso e dei posti che i vari santi e beati avranno lĂŹ. Poi arriva Marta, addolorata perchĂ© Maria Maddalena se n'Ăš andata da poco e vuole lasciare questo "sepolcro" per tornare alle sue gioie. Si mettono a tavola e vengono raggiunti dai pastori di Betlemme, che consolano GesĂč per l'assenza di sua Madre. Dopo che il Signore ha ringraziato Lazzaro e Marta, avendo la delicatezza di menzionare Maria Maddalena e di consolare Marta, passano a parlare del Vangelo dell'infanzia: dall'Immacolata Concezione, alla Presentazione al Tempio, al fidanzamento con Giuseppe, alla NativitĂ , alla Fuga in Egitto, al ritorno in Galilea e al ritorno al Tempio. Infine, Pietro vuole ricordare tutto questo, ma teme di non riuscirci: Matteo gli assicura che ha una buona memoria e che glielo dirĂ . Infine, Pietro vuole morire pronunciando il nome di GesĂč, e GesĂč conferma che ciĂČ avverrĂ .

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EMR 137

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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GesĂč torna a La Belle-Eau. Manda Giuda a fare alcuni acquisti urgenti. Andrea parla al Maestro, confidandogli la sua sofferenza: la donna velata, Aglaia, non c'Ăš piĂč, perchĂ© i farisei l'hanno aggredita. Teme che non si salvi, ma Cristo gli assicura che non Ăš morta e che si salverĂ . Il Signore gli chiede se vuole sapere come questo avverrĂ , e Andrea non vuole saperlo: si accontenta delle parole e della promessa di Cristo. Il suo Maestro Ăš contento e dice che questo Ăš il privilegio del vero apostolo, che non deve cercare di scoprire come salva le anime. In questo modo, GesĂč dĂ  una lezione sui sacerdoti. Poi GesĂč chiede di Aglaia, cosĂŹ Andrea spiega cosa Ăš successo. I farisei la aggredirono in loro assenza e lei fuggĂŹ. Giuda tornĂČ nel frattempo e rivelĂČ che i farisei avevano teso una trappola. Interruppe uno scriba che stava insultando GesĂč, poi si ricordĂČ che la violenza non era buona e lo lasciĂČ andare. Pietro era molto contento del suo atteggiamento e lo avrebbe aiutato, ma l'atteggiamento vendicativo dei Dodici non piacque al Maestro, che li rimproverĂČ. Dice loro che sta per affrontare i farisei, cosa che effettivamente avviene. Chiede loro di non combattere contro di lui, il Verbo di Dio, ma il gruppo preferisce maledirli e gli ordina di andarsene. CosĂŹ GesĂč se ne va domani, dopo aver salutato le persone buone che sono qui.

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EMR 138

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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Addio alle anime di Belle-Eau. L'amministratore spiega cosa Ăš successo con AglaĂ© e il Maestro benedice la sua rettitudine. GesĂč parla poi agli apostoli lungo la strada: dice loro che non vuole un regno umano e che non lo conquisterĂ  con la violenza. Infine, GesĂč va a consolare il capo della sinagoga di Belle-Eau. Stava per essere maledetto dal Sinedrio, quindi stava per essere rimosso dall'incarico. L'uomo, nella sua umiltĂ , crede che non potrĂ  piĂč guardare a Dio e si rammarica, non per la perdita della sua posizione di prestigio, ma per la perdita della sua amicizia con Dio. Per questo si fa prendere dagli scrupoli e GesĂč lo rassicura che non ha peccato. La condanna del Sinedrio cadrĂ , ma Cristo lo invita invece a seguire le sue orme, e Timone Ăš felice.

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EMR 139

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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Il gruppo apostolico supera i monti di Emmaus. Stanno facendo buoni progressi verso la Galilea. Giuda, di buon umore, chiede se possono tornare a Kerioth piĂč tardi, e Giovanni chiede se puĂČ portare Giacomo di Zebedeo e Andrea a Betlemme. L'Iscariota chiede poi a GesĂč un consiglio sulla sua anima e GesĂč lo fa con caritĂ , dicendo che la sua mente Ăš disordinata e che tutto crolla al minimo segno di vento. Le consiglia di agire con ordine e di stare con i buoni per combattere le tentazioni. Nel frattempo arrivĂČ Pietro e volle sapere di cosa stessero parlando. GesĂč parla di ordine e santitĂ  evocando l'immagine del lato destro di una mappa. Pietro lodĂČ Andrea, ma GesĂč gli assicurĂČ che i Dodici stavano lavorando per diventare buoni e migliori.

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EMR 140

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

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Cleofa di Emmaus, un uomo anziano giunto a Belle-Eau, accolse GesĂč nella sua casa. Era un uomo anziano, ma davvero disponibile. In questa occasione, GesĂč incontra un certo Timone ed Erma, veri israeliti, che gli chiedono di spiegare la sua dottrina. GesĂč risponde che dobbiamo seguire il Decalogo, praticare l'amore e la misericordia. Il Signore dice che la Misericordia ha ormai preso il sopravvento sulla Giustizia, ma sottolinea anche che Ăš sempre stata presente, fin dal Principio. D'ora in poi, essa riconcilierĂ  l'uomo con il Padre. Poi, Cleofa presenta un caso di incesto, che viene giudicato dalle autoritĂ  farisaiche. In questo caso, il caso di incesto Ăš sfortunato: il fratello e la sorella non sapevano davvero di appartenere alla stessa stirpe. Per seguire la Legge, l'uomo la allontanĂČ (con il cuore spezzato) e la donna morĂŹ di dolore. Ora l'uomo, di nome Giuseppe, Ăš condannato ed emarginato da Israele. È un reietto. GesĂč dichiara che, materialmente, si trattava di una colpa involontaria, ma che non c'era l'intenzione di peccare. Non appena viene a sapere che si trova per strada, esce e gli fa sapere che Ăš Misericordia. Lo invita a seguirlo e lo assolve dal suo peccato involontario, lui che Ăš l'Agnello senza macchia e il Giudice divino.

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