Note della parola chiave

Come perfezionarsi e santificarsi

Tema: Parole chiave principali e trasversali 🌟 · Pagina 1 di 19

Comfort di lettura

EMR 49.6

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Il tempo della Redenzione Ăš giunto. Ma preparatene le vie in voi con la buona volontĂ . Siate onesti, buoni, amatevi gli uni con gli altri. Ricchi, non sprezzate; mercanti, non frodate; poveri, non invidiate. Siete tutti di un sangue e di un Dio. Siete tutti chiamati ad un destino. Non chiudetevi il Cielo, che il Messia vi aprirĂ , con i vostri peccati.

Parole chiave

EMR 49.7

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Sai un poco la Scrittura? SĂŹ? Ebbene, pensa al profeta Michea. Dio da te vuole quello che dice Michea. Non ti chiede di strapparti il cuore, nĂ© di sacrificare gli affetti piĂč santi. Per ora non te lo chiede. Un giorno tu, senza richiesta da Dio, darai a Dio anche te stesso. Ma Egli attende che un sole e una rugiada, di te, filo di erba, abbiano fatto palma robusta e gloriosa. Per ora Egli ti chiede questo: praticare giustizia, amare la misericordia, mettere ogni cura nel seguire il tuo Dio. Sforzati a fare questo (...) e tu diverrai l’uomo nuovo, l’amico di Dio e del suo Cristo.

Dettaglio

Contesto: GesĂč parla a Pietro, che non sa come seguire le sue parole e i suoi insegnamenti.

Annotazione

Libro di Michea 6, 8

Mi 6, 8: "Uomo, sei stato fatto per conoscere ciĂČ che Ăš buono, ciĂČ che il Signore richiede da te: nient'altro che rispettare ciĂČ che Ăš giusto, amare ciĂČ che Ăš fedele e applicarti a camminare con il tuo Dio".

Parole chiave

EMR 49.10

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

Quando riuscite nel bene, non gloriatevene come di un merito tutto vostro. Date lode a Dio, padrone degli apostolici operai, e abbiate occhio limpido e cuor sincero per vedere e dare ad ognuno il plauso che gli spetta. Occhio limpido a discernere gli apostoli che compiono olocausto, e sono le prime, vere leve nel lavoro degli altri. Solo Dio li vede questi che, timidi, paiono nulla fare e sono invece i rapitori al Cielo del fuoco che investe gli audaci. Cuor sincero nel dire: “Io opero. Ma costui ama piĂč di me, prega meglio di me, si immola come io non so fare e come GesĂč ha detto: ‘
entro la propria camera con uscio chiuso per orare in segreto’. Io, che intuisco la sua umile e santa virtĂč, voglio farla nota e dire: ‘Io, strumento attivo; costui, forza che mi dĂ  moto, perchĂ©, innestato come Ăš a Dio, m’ù canale di celeste forza’”.

E la benedizione del Padre, che scende a ricompensare l’umile che in silenzio si immola per dar forza agli apostoli, scenderà anche sull’apostolo che sinceramente riconosce il soprannaturale e silenzioso aiuto, che a lui viene dall’umile, e il suo merito che la superficialità degli uomini non nota.

Imparate tutti.

Dettaglio

GesĂč ci dice:

Parole chiave

EMR 54.5

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«Mi ama perché mi ama».

«Anche io!».

«Ed io pure».

«Ed io».

«Ed io».

«Ed io».

«Ed io».

«Lo so. Vi conosco per quel che siete».

«Siamo dunque perfetti?».

«Oh! no! Ma, come Tommaso, lo diverrete se permarrete nella vostra volontĂ  d’amore. Perfetti?! Oh! amici! E chi perfetto se non Dio?».

Dettaglio

GesĂč parla di Tommaso e dice agli altri apostoli presenti:

Parole chiave

EMR 55.1-2

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

«La strada Ú lunga, la notte Ú buia, le pattuglie romane sono per la città. Io ti dico: se vuoi, resta con noi».

«Oh! Maestro!». Tommaso Ú felice.

«Fate posto, voi. E date tutti qualcosa al fratello». Di suo GesĂč dĂ  la porzione di formaggio che aveva davanti. Spiega a Tommaso: «Siamo poveri e la cena Ăš quasi terminata. Ma c’ù tanto cuore in chi dona». E a Giovanni, seduto al suo fianco, dice: «Cedi il posto all’amico».

Giovanni si alza subito e va a sedersi all’angolo della tavola, vicino al padrone di casa.

«Siedi, Tommaso. Mangia».

55.2 E poi a tutti: «CosĂŹ sempre farete, amici, per legge di caritĂ . Il pellegrino Ăš giĂ  protetto dalla Legge di Dio. Ma ora, in mio nome, piĂč ancora lo dovrete amare. Quando uno vi chiede un pane, un sorso d’acqua, un ricovero in nome di Dio, dovete darlo, nello stesso nome. E ne avrete da Dio ricompensa. Questo dovete fare con tutti. Anche coi nemici. E questa Ăš la Legge nuova. Fino ad ora vi era detto: “Amate quelli che vi amano e odiate i nemici”. Io vi dico: “Amate anche coloro che vi odiano”. Oh! se sapeste come sarete amati da Dio se amerete come Io vi dico! Quando poi uno dice: “Io vi voglio esser compagno nel servire il Signore Iddio vero e seguire il suo Agnello”, allora piĂč caro di un fratello di sangue vi deve essere, perchĂ© sarete uniti da un vincolo eterno, quello del Cristo».

«Ma se poi ne capita uno non sincero? Dire: “Io voglio fare questo e quello” Ăš facile. Ma non sempre la parola risponde a verità», dice Pietro piuttosto irritato. Non so, non Ăš del suo solito umore gioviale.

«Pietro, ascolta. Tu parli con buon senso e con giustizia. Ma, vedi, meglio Ú peccare di bontà e di fiducia che di diffidenza e durezza. Se beneficherai un indegno, che male te ne verrà? Nessuno. Ma anzi il premio di Dio sarà sempre attivo per te, mentre a lui andrà il demerito di aver tradito la tua fiducia».

«Nessun male? Eh! delle volte chi Ăš indegno non si ferma all’ingratitudine, ma passa oltre e giunge anche a nuocere nella stima, nelle sostanze e nella vita stessa».

«Vero. Ma questo diminuirebbe il tuo merito? No. Anche se tutto il mondo credesse alle calunnie, anche se tu fossi ridotto piĂč povero di Giobbe, anche se il crudele ti levasse la vita, che sarebbe mutato agli occhi di Dio? Nulla. Anzi, sĂŹ, un mutamento ci sarebbe. Ma in bene per te. Dio, ai meriti della bontĂ , unirebbe i meriti del martirio intellettuale, finanziario, fisico».

«Bene, bene! SarĂ  cosÏ». Pietro non parla piĂč. Imbronciato, sta col capo appoggiato alla mano.

Dettaglio

GesĂč parla a Tommaso, poi dĂ  una lezione sull'ospitalitĂ .

Parole chiave

EMR 58.4

L’Evangelo come mi ù stato rivelato

Citazione

58.4 Mi raccomando, Maestro, Ăš il nostro pane. Occhio alla rete, che non si scavicchi con le scosse. I pesci difendono la loro libertĂ  con forti colpi di coda, e se sono molti
 Tu capisci
 Sono piccole bestie, ma messe in dieci, in cento, in mille, diventano forti come Leviatan».

«Come avviene delle colpe, Pietro. In fondo, una non Ăš irreparabile. Ma se uno non cura di limitarsi a quell’una e accumula, accumula, accumula, finisce che la piccola colpa, forse una semplice omissione, una semplice debolezza, diviene sempre piĂč grossa, diviene abitudine, diviene vizio capitale. Delle volte si comincia da uno sguardo concupiscente e si finisce ad un adulterio consumato. Delle volte da una mancanza di caritĂ  di parola verso un parente, e si finisce a una violenza contro un prossimo. Guai a incominciare e a lasciare che le colpe aumentino di peso col loro numero! Diventano pericolose e prepotenti come il Serpente infernale stesso, e trascinano nell’abisso della Geenna».

«Dici bene, Maestro
 Ma siamo tanto deboli!».

«Avvertenza e preghiera per esser forti e avere aiuto, e ferma volontĂ  di non peccare. Poi una grande fiducia nell’amorosa giustizia del Padre».

Dettaglio

Pietro spiega a GesĂč come si pecca e GesĂč coglie l'occasione per dargli una lezione sulla colpa e sul peso del peccato.

Parole chiave