«Vieni, vieni in questa casa amica per un poco. Poi andremo insieme. Vi è anche Zaccaria».
Entrano tutti in una stanza bassa e scura, in cui è lume un vasto fuoco. La padrona, certo amica di Elisabetta, ma estranea ad Anna, cortesemente si ritira lasciando liberi i sopraggiunti.
Dettaglio
Elisabeth invita Anne a casa di un amico. Il proprietario della casa è ancora uno sconosciuto.
Annotazione
La "casa amica" vicino al Tempio era probabilmente quella dei genitori di Zebedeo. La famiglia di Zebedeo forniva ai sacerdoti del Tempio il pesce del lago.
La padrona di casa potrebbe quindi essere stata la madre di Zebedeo, ma non ci sono prove in merito.
Maria vuole tornare allo stallaggio per vedere se è giunto Giuseppe. Non è giunto. Maria resta delusa e pensierosa.
Elisabetta si preoccupa per Lei. «Fino all’ora sesta possiamo restare, ma poi dobbiamo partire per essere a casa avanti la prima vigilia. È ancor troppo piccino per stare oltre nella notte».
E Maria, calma e mesta: «Resterò in un cortile del Tempio. Andrò dalle mie maestre… Non so. Qualcosa farò».
Zaccaria interviene con un progetto subito accettato come buona risoluzione. «Andiamo dai parenti di Zebedeo. Giuseppe certo là ti cerca e, se non avesse a venire là, ti sarà facile trovare chi ti accompagna verso la Galilea, ché in quella casa è un continuo andare e venire di pescatori di Genezareth».
Prendono il ciuchino e vanno da questi parenti di Zebedeo, i quali altro non sono che quelli dai quali hanno sostato Giuseppe e Maria or sono quattro mesi.
«Hai padre e madre, fratelli, sorelle, hai la vita, e con la vita la donna e l’amore. Come farai a lasciare tutto per Me?».
«Maestro… non so… ma mi pare, se non è superbia dirlo, che la tua predilezione mi terrà posto di padre e madre e fratelli e sorelle e anche della donna. Di tutto, sì, di tutto mi terrò sazio se Tu mi amerai».
«E se il mio amore ti procurerà dolori e persecuzioni?».